USA e Corea del Sud: rinviate esercitazioni congiunte per distendere rapporti con Pyongyang

Pubblicato il 17 novembre 2019 alle 12:54 in Corea del Sud USA e Canada

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Gli Stati Uniti e la Corea del Sud hanno annunciato, domenica 17 novembre, che rinvieranno le imminenti esercitazioni militari congiunte, nel tentativo di spianare i rapporti con la Corea del Nord e rilanciare le trattative recentemente stagnanti con Pyongyang in merito alla denuclearizzazione della Penisola coreana. 

Le esercitazioni in questione, note come Combined Flying Training Event (Evento di Addestramento Aereo Combinato), erano programmate nei prossimi giorni, e avrebbero simulato scenari di combattimenti aerei, coinvolgendo un numero non divulgato di aerei da guerra sia americani sia sudcoreani. In un segno di riguardo verso Pyongyang, tali esercitazioni erano già state ridotte in scala e portata rispetto agli anni precedenti, ma la Corea del Nord continuava a guardarle con occhio critico. Anche in questo caso, nel mese di novembre, in vista dell’Evento Combinato, un diplomatico nordcoreano di lungo corso aveva incolpato tali esercitazioni aeree di “gettare acqua fredda” sulle trattative bilaterali.

A dare l’annuncio del rinvio sono stati il Segretario per la Difesa americano, Mark Esper, insieme al suo omologo sudcoreano, Jeong Kyeong-doo, durante un incontro con i giornalisti a Bangkok, a latere di alcuni colloqui tra i comandanti della difesa di vari Paesi asiatici. Esper ha reso noto che, nonostante il rinvio, i due eserciti, tanto quello americano quanto quello sudcoreano, rimarranno in guardia e con alti livelli di guardia, e ha sottolineato che non si tratta di una “concessione” verso la Corea del Nord, ma piuttosto di uno “sforzo di buona fede per consentire la pace”, in quanto la creazione di nuovi spazi e possibilità di negoziati diplomatici per la denuclearizzazione della penisola è “molto importante”.

Sollecitati dai giornalisti, i due Segretari per la Difesa non hanno comunque annunciato nuove date delle esercitazioni, affermando solo che ciò sarà deciso in “stretta coordinazione” bilaterale.

Esper ha poi continuato spiegando che spera la Corea del Nord apprezzi il gesto e risponda concretamente con una manifestazione reciproca di apertura e buona fede, spronandola a tornare al tavolo negoziale “senza precondizioni ed esitazioni”.

La Corea del Nord, da parte sua, nella giornata di domenica 17 novembre, ha risposto di aver cercato di interpretare il rinvio delle esercitazioni positivamente ma che la recente risoluzione dell’Onu sui diritti umani ha mostrato che Washington non è sincera nel volere una ripresa delle trattative. Pyongyang ha descritto le critiche espresse dalle Nazioni Unite sul suo trattamento dei diritti umani come il prodotto di una “politica ostile” da parte degli Stati Uniti, volta a capovolgere il regime del paese, e ha tacciato la risoluzione di essere una “provocazione politica americana”.

“Anche se il dialogo si aprirà, la questione nucleare non verrà mai discussa prima di mettere in agenda il punto della sospensione di una politica americana ostile per migliorare le relazioni con noi”, ha spiegato il Ministero degli Esteri di Pyongyang attraverso un comunicato domenicale.

In apertura del meeting a Bangkok tra Esper, Jeong e il ministro della Difesa giapponese, Tato Kono, quest’ultimo ha messo in guardia sulla natura delle relazioni con la Corea del Nord e ha spronato a tenere alta la guardia, dicendo che “nessuno potrebbe essere ottimista sulla Corea del Nord”, in quanto il Paese ha “ripetutamente lanciato oltre 20 missili quest’anno, tra cui nuovi tipi di missili balistici, come un missile balistico lanciato da sottomarino”.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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