Sri Lanka: eletto nuovo presidente, Gotabaya Rajapaksa

Pubblicato il 17 novembre 2019 alle 11:42 in Asia Sri Lanka

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È stato eletto, domenica 17 novembre, il nuovo presidente dello Sri Lanka: a vincere le elezioni è stato il 70enne nazionalista Gotabaya Rajapaksa, fratello più piccolo dell’ex presidente, Mahinda Rajapaksa.

I due fratelli Rajapaksa, entrambi nazionalisti, lasciarano mano libera ai militari per schiacciare i separatisti tamil e porre fine alla guerra civile lunga 26 anni e che ha causato la morte di oltre 100.000 persone.

Per la maggioranza dei buddisti singalesi dello Sri Lanka, il presidente eletto Gotabaya Rajapaksa è nella posizione migliore per affrontare la dura sfida di sconfiggere i nemici dello stato, come quelli che hanno effettuato attacchi mortali nella domenica di Pasqua all’inizio di quest’anno. Per altri, è un leader che dovrebbe essere processato per crimini di guerra, accusato di omicidi, torture e sparizioni di decine di persone durante le fasi finali del conflitto interno contro le Tigri Tamil nel 2009, che ha guidato come segretario alla difesa. Mahinda Rajapaksa, un buddista e vegetariano dichiarato, lasciò l’esercito negli anni ’90 e si trasferì negli Stati Uniti dove lavorò nel campo informatico. Quest’anno ha chiesto di rinunciare alla cittadinanza americana poiché la legge dello Sri Lanka non consente ai candidati con doppia cittadinanza di candidarsi alla presidenza.

Ora, il nuovo presidente ha promesso di affrontare e risolvere il problema dell’estremismo religioso che ha generato i kamikaze islamici cresciuti all’interno del paese e che hanno colpito chiese e hotel ad aprile, uccidendo più di 250 persone. Ha in programma di ricostruire le armi di sicurezza dello stato, comprese le sue celle di intelligence e le reti di sorveglianza che secondo lui l’amministrazione uscente ha smantellato sotto la pressione internazionale. Ciò ha sollevato il timore di un ritorno a uno stato di sicurezza come quello che Rajapaksa ha creato per combattere i Tamil, una situazione che potrebbe ritorcersi contro la popolazione musulmana che ha affrontato l’ostilità dei buddisti singalesi sin dagli attacchi di aprile, affermano gli esperti. “I musulmani dello Sri Lanka sono tra i più timorosi di una presidenza Gotabaya”, ha dichiarato Alan Keenan, direttore del progetto per lo Sri Lanka presso l’International Crisis Group.

 Nei primi commenti a seguito della vittoria elettorale, Rajapaksa ha dichiarato che avrebbe portato con sé tutti i connazionali nel nuovo Sri Lanka che ha pianificato di costruire. Come ex tenente colonnello nell’esercito, Rajapaksa ha l’immagine di un leader decisivo che ottiene i risultati che si prefigge, sia che stia cercando di concludere la guerra contro gli insorti o sia la riqualificazione urbana della capitale costiera Colombo quando gli è stata affidata quella responsabilità. Come presidente, ha offerto agli elettori una governance tecnocratica, di tipo militare, guidata da professionisti piuttosto che da politici.

A coloro che hanno sollevato problemi relativi all’abuso dei diritti umani durante la sua carica di segretario alla difesa, ha dichiarato lo scorso mese di Ottobre durante la campagna elettorale: “Parliamo sempre del passato, parliamo del futuro”.

Le elezioni presidenziali si sono svolte nel Paese nella precedente giornata di sabato 16 novembre, la cui corsa elettorale è stata disputata principalmente dall’ex segretario alla Difesa del Paese, Gotabaya Rajapaksa, e il ministro di governo Sajith Premadasa. Rajapaksa che aveva promesso di rinnovare la sicurezza nazionale, giocando sui timori della maggioranza dei buddisti singalesi a seguito degli attentati suicidi di aprile rivendicati dallo Stato islamico che hanno ucciso più di 250 persone. Premadasa aveva cercato di accendere la campagna con promesse di alloggi gratuiti, uniformi scolastiche per gli studenti e assorbenti per le donne, toccando un argomento raramente discusso in pubblico in qualsiasi parte dell’Asia meridionale, ma che ha attirato le donne verso i suoi raduni. Promesse che pero’ non sono state sufficienti a garantirgli la maggioranza dei voti.

 Lo Sri Lanka è diventato un’importante arena di influenza tra le due potenze regionali India e Cina, che hanno investito miliardi di dollari in infrastrutture come parte della loro Belt and Road Initiative. Entrambi i candidati premier, Rajapaksa e Premadasa hanno affermato che cercheranno di raggiungere un equilibrio nei legami dello Sri Lanka con entrambi i paesi.

L’isola-nazione sta ancora lottando per riprendersi dagli attacchi della domenica di Pasqua contro hotel e chiese che hanno gravato in modo sostanziale sulla sua economia fortemente dipendente dal turismo.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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