Nuovo rapporto dell’IOM sull’Europa: 11% di arrivi in meno rispetto al 2018

Pubblicato il 17 novembre 2019 alle 7:14 in Europa Immigrazione

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L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) ha reso noto, nel suo nuovo rapporto, che 91.568 migranti e rifugiati sono entrati in Europa via mare dall’1 gennaio al 13 novembre 2019. Tali cifre evidenziano una diminuzione degli arrivi, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, dell’11% circa. Gli sbarchi in Grecia e in Spagna sono stati, rispettivamente, di 50.371 e 22.343 migranti, ovvero il 79% del totale regionale. Più modesti gli arrivi in Italia, Malta e Cipro. I decessi registrati sulle tre principali rotte del Mediterraneo ammontano, fino al 13 novembre, a 1.091 individui, circa il 52% dei 2.117 morti confermati nello stesso periodo nel 2018.

Il Progetto IOM per i migranti scomparsi ha evidenziato che lungo la rotta del Mediterraneo occidentale, il corpo disperso di un marocchino morto per annegamento è stato recuperato il 7 novembre tra Al Hoceima e Chefchaouen, in Marocco. Il corpo di un altro individuo che si ritiene provenga dal Nord Africa è stato invece recuperato l’8 novembre nel porto di Melilla, in Spagna. Si dice che sia caduto da un camion che si trovava su un traghetto. Questi, dunque, i ritrovamenti più recenti.

Per quanto riguarda l’Italia, il portavoce da Roma dell’IOM, Flavio Di Giacomo, ha riportato alcuni dati del Ministero dell’Interno in base ai quali si attesta che dall’1 gennaio al 13 novembre 2019 sono stati 9.944 i migranti arrivati nel nostro Paese via mare. Nello stesso periodo del 2018 la stima era di 22.518 persone. L’IOM Libia, da parte sua, ha riferito che, dall’inizio del 2019 fino al 31 ottobre, quasi 8.300 migranti sono stati intercettati in mare e riportati nello Stato nordafricano.

Per quanto riguarda invece la rotta del Mediterraneo occidentale, la Spagna risulta essere la principale meta di destinazione dei migranti. L’IOM riporta che, mentre gli arrivi su base mensile in Spagna risultano inferiori rispetto allo scorso anno, sono ancora molti i migranti che hanno perso la vita nelle acque del Mediterraneo occidentale.

La rotta del Mediterraneo orientale vede come principale destinazione la Grecia, la cui inviata dell’IOM, Christine Nikolaidou, ha rivelato che dall’1 gennaio al 13 novembre 2019 la Guardia costiera ellenica ha condotto almeno 23 operazioni di ricerca e soccorso in mare. Le principali località interessate da tali operazioni sono state le isole di Chio, Lesbo, Samos, Kos, Symi, Leros, Farmakonisi e il porto di Alessandropoli. In totale, tali operazioni hanno portato al salvataggio di 718 migranti, i quali sono stati fatti sbarcare nei porti delle rispettive località coinvolte.

La Grecia è diventata nuovamente la principale porta d’ingresso per i migranti che cercano asilo in Europa, facendo difficoltà a fornire l’adeguata assistenza agli oltre 70.000 stranieri presenti sul suo territorio. Nonostante i regolari ricollocamenti dalle isole alla terraferma, attualmente, ci sono più di 34.000 persone che vivono nei centri sovraffollati sulle isole del Mar Egeo. 

Nei giorni passati, il governo greco ha approvato una nuova legge sull’immigrazione, che riduce i tempi per l’approvazione delle richieste d’asilo, limitando anche i casi in cui è possibile presentare la domanda. La nuova norma facilita inoltre il rimpatrio dei migranti a cui viene negato l’asilo. La nuova conformazione fa sì che le richieste vengano espletate entro 60 giorni, agevolando il lavoro delle autorità. La nuova misura adottata dal governo di Mitsotakis, tuttavia, non ha incontrato l’approvazione delle ONG e degli attivisti in materia di diritti umani, i quali hanno lamentato le restrizioni poste al diritto di protezione internazionale di cui dispongono i cittadini vulnerabili.

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Chiara Gentili

di Redazione

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