USA minacciano sanzioni all’Egitto in caso di acquisto di jet russi

Pubblicato il 16 novembre 2019 alle 6:43 in Egitto USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno inviato una lettera al governo egiziano avvisandolo di possibili sanzioni qualora il Cairo decidesse di procedere con il piano d’acquisto di caccia russi. È quanto ha riferito un funzionario vicino alla Casa Bianca, specificando che qualsiasi ipotetico accordo con Mosca per l’approvvigionamento di materiali bellici potrebbe “complicare” le future trattative sulla cooperazione in materia di sicurezza tra Egitto e Stati Uniti. La lettera, inviata dal Segretario di Stato Mike Pompeo e dal Segretario alla Difesa Mark Esper, rappresenta un gesto insolito da parte dell’amministrazione americana nei confronti del fedele amico nordafricano. Quello tra Russia ed Egitto sarebbe un accordo militare da 2 miliardi di dollari per l’acquisto di più di 20 caccia Sukhoi SU-35 e di armi per l’aviazione.

I rapporti tra il presidente Donald Trump e l’omologo Abdel Fattah al-Sisi sono sempre stati segnati da reciproca stima e rispetto. Gli Stati Uniti sono stati a lungo un importante fornitore di armamenti per l’Egitto, ma la Russia si sta espandendo in modo sempre più aggressivo sull’area del Nord Africa e del Medio Oriente, ad esempio inviando forze militari a sostegno del presidente siriano Bashar al-Assad nella guerra civile in corso nella sua nazione, assicurandosi l’accesso a una base aerea iraniana e impegnandosi a rafforzare i legami con la Turchia, membro della NATO.

A partire dagli anni Ottanta del Novecento, gli Stati Uniti inviano annualmente all’Egitto aiuti del valore di circa 1,3 miliardi di dollari, ricevendo in cambio il consenso a utilizzare lo spazio aereo e le basi aeree egiziane. Tuttavia, i rapporti tra i due Paesi sono stati talvolta altalenanti. Nell’estate del 2013, l’amministrazione Obama aveva sospeso temporaneamente gli aiuti militari all’Egitto dopo che il presidente Abdel Fattah Al-Sisi aveva ucciso più di mille oppositori in una serie di esecuzioni di massa. Più recentemente, il 23 agosto 2017, l’amministrazione Trump aveva deciso di imporre restrizioni a un pacchetto di aiuti dal valore di 96 milioni di dollari destinati all’Egitto e di rinviare l’erogazione di un altro finanziamento militare da 195 milioni di dollari previsti per il Cairo, accusando il Paese di aver violato i diritti umani e di aver intrattenuto relazioni controverse con la Corea del Nord. Il ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry, aveva definito la mossa degli Stati Uniti come un “errore di valutazione”.

In tale contesto, dunque, l’Egitto aveva cominciato a potenziare i suoi rapporti con la Russia. Già il 13 marzo 2017, gli Stati Uniti avevano denunciato lo schieramento delle forze speciali russe in una base aerea situata nell’Egitto occidentale, al confine con la Libia, suscitando la preoccupazione di Washington in merito al potenziamento del ruolo della Russia in Libia. Tale informazione era stata smentita da Mosca qualche giorno più tardi.

In Siria, la Russia è entrata militarmente nella guerra civile il 30 settembre 2015, su richiesta del presidente Bashar Al-Assad, con il duplice obiettivo di aiutare il presidente siriano a ristabilire il suo potere e ridurre la presenza americana nel Paese. Da parte sua, anche l’Egitto ha più volte mostrato simpatia nei confronti di Al-Assad, che, come lui, starebbe combattendo per proteggere il Paese dalla minaccia islamista. Il presidente egiziano al-Sisi è giunto al potere, il 3 luglio 2013, rovesciando il governo di Mohamed Morsi, legato alla Fratellanza Musulmana, attraverso un colpo di Stato.

L’Egitto, la nazione più popolosa del mondo arabo, è di importanza strategica per gli Stati Uniti per via del trattato di pace con Israele e per il controllo del Canale di Suez, una via d’acqua vitale per il commercio globale e militare statunitense. Negli ultimi anni, il Congresso degli Stati Uniti ha stanziato circa 1,4 miliardi di dollari in aiuti all’Egitto. Mentre continua ad essere indiscusso un sostegno di questo tipo al Paese nordafricano, i legislatori statunitensi cominciano a mostrare forti preoccupazioni in merito alla firma dell’accordo tra l’Egitto e la Russia. Trump, in occasione dell’ultima visita a Washington del presidente al-Sisi, il 9 aprile, aveva dichiarato: “Sono stati compiuti molti progressi in termini di terrorismo e sicurezza con l’Egitto. Non abbiamo mai avuto una relazione migliore di adesso”. In risposta, al-Sisi aveva affermato: “Tutto il merito va a lei, signor presidente. Vi ringrazio per il vostro supporto su tutti i fronti”.

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Chiara Gentili

di Redazione

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