Sri Lanka: al via le elezioni presidenziali, sporadiche violenze

Pubblicato il 16 novembre 2019 alle 15:49 in Asia Sri Lanka

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In Sri Lanka, i cittadini sono chiamati, sabato 16 novembre, ad andare alle urne per eleggere il loro nuovo presidente, tra sporadiche violenze contro gruppi musulmani.

Stando al parere degli esperti e ai risultati dei sondaggi d’opinione, la corsa elettorale viene disputata principalmente dall’ex segretario alla Difesa del Paese, Gotabaya Rajapaksa, il quale era in carica durante la sconfitta militare dei separatisti Tamil, 10 anni prima, e il ministro di governo Sajith Premadasa. Rajapaksa ha promesso di rinnovare la sicurezza nazionale, giocando sui timori della maggioranza dei buddisti singalesi a seguito degli attentati suicidi di aprile rivendicati dallo Stato islamico che hanno ucciso più di 250 persone. Premadasa ha cercato di accendere la campagna con promesse di alloggi gratuiti, uniformi scolastiche per gli studenti e assorbenti per le donne, toccando un argomento raramente discusso in pubblico in qualsiasi parte dell’Asia meridionale, ma che ha attirato le donne verso i suoi raduni. 

La polizia ha riferito che un gruppo di uomini non identificati ha aperto il fuoco su autobus che trasportavano musulmani, a un seggio elettorale, nel distretto di Anuradhapura, nello Sri Lanka centrale. Non ci sono stati feriti, ma i testimoni hanno detto che c’erano pneumatici in fiamme.

Lunghe code di elettori si sono presto formate a Colombo e in altre città, e sei ore dopo l’apertura delle urne quasi il 60% aveva già espresso il proprio voto, ha dichiarato Manjula Gajanayake, coordinatrice nazionale del Center for Monitoring Election Violence. Circa 16 milioni di persone hanno diritto di voto, con la possibilità per gli elettori di scegliere fino a tre candidati in ordine di preferenza. I voti verranno conteggiati subito dopo la chiusura dei seggi elettorali, ma i risultati non sono previsti prima di domenica 17 novembre.

I musulmani, che rappresentano quasi il 10 percento della popolazione di 22 milioni di persone dello Sri Lanka, affermano di aver affrontato diverse ostilità sin dagli attacchi di aprile. Queste divisioni si sono aggiunte alle rimostranze di vecchia data dell’etnia Tamil, che affermano che devono ancora ottenere giustizia riguardo alle violazioni dei diritti umani durante la guerra civile, durata 26 anni, e che si è conclusa nel 2009.

Lo Sri Lanka è diventato un’importante arena di influenza tra le due potenze regionali India e Cina, che hanno investito miliardi di dollari in infrastrutture come parte della loro Belt and Road Initiative. Entrambi i candidati premier, Rajapaksa e Premadasa hanno affermato che cercheranno di raggiungere un equilibrio nei legami dello Sri Lanka con entrambi i paesi.

L’isola-nazione sta ancora lottando per riprendersi dagli attacchi della domenica di Pasqua contro hotel e chiese che hanno gravato in modo sostanziale sulla sua economia fortemente dipendente dal turismo.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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