Praga: condannato jihadista slovacco

Pubblicato il 15 novembre 2019 alle 19:58 in Repubblica Ceca Slovacchia

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La Corte municipale di Praga ha condannato a 6 anni e 6 mesi di reclusione un terrorista slovacco, accusato di pianificare un attentato terroristico e di promuovere lo Stato Islamico.

È quanto si apprende, venerdì 15 novembre, dalla radio di Stato, Radio Prague International, la quale ha altresì rivelato che, secondo il giudice, l’uomo rappresentava una minaccia per la sicurezza pubblica, motivo per cui è stata predisposta l’espulsione del giovane slovacco dal Paese.

L’imputato, Dominik Kobulnicky, era stato arrestato 2 anni fa, dopo che un blitz della polizia nel suo appartamento di Praga aveva fatto emergere il possesso di prodotti chimici e altri materiali solitamente impiegati per la produzione autonoma di ordigni esplosivi.

Sulla vicenda, il New York Times riporta che l’accusa di pianificazione di attentato terroristico non è stata confermata, in quanto non vi erano prove a sufficienza.

Da parte sua, il giovane terrorista, dell’età di 25 anni, convertito all’Islam nel 2015, ha dichiarato di essere innocente. Tuttavia, ha altresì aggiunto di aver pianificato un attentato contro una stazione dei bus di Presov, nell’area orientale della Slovacchia, negli scorsi anni.

La sentenza non è definitiva, motivo per cui Kobulnicky potrà presentare ricorso.

Stando a quanto ricostruito il 23 settembre 2018 dallo Slovak Spectator, l’individuo non faceva parte di alcuna cellula strutturata. Per tale motivo, Kobulnicky, il quale frequentava le moschee di Praga e utilizzava lo pseudonimo di Abdul Rahman, deve essere considerato un lupo solitario.

In merito alle indagini, il capo della polizia di Praga, Tomas Tuhy, aveva dichiarato che l’attentato pianificato dal giovane cittadino slovacco era stato sventato grazie a una forte collaborazione tra l’intelligence e la polizia ceca.

Secondo quanto dichiarato dall’imputato, il giovane aveva come guida spirituale un ex imam di Praga, il quale era stato in precedenza accusato di essere un sostenitore del terrorismo, ma che era riuscito a scappare alle autorità. L’imam, secondo quanto si legge sulla testata slovacca, è al momento ricercato per fornire sostegno al fratello e alla cognata, i quali hanno lasciato l’Europa per recarsi in Siria, dove si sono uniti all’ISIS.

La Repubblica Ceca è membro della NATO dal 1999 e dell’Unione Europea dal 2004. Secondo il Global Terrorism Index del 2018, che attribuisce un indice da 0 a 10, dove 0 è il minimo e 10 è il massimo, a 163 Paesi al mondo in base all’impatto del terrorismo sui loro territori, la Repubblica Ceca ha registrato un indice di 1.562, rientrando tra gli Stati minimamente colpiti dal terrorismo.

Internamente, ad occuparsi della sicurezza del Paese è il Servizio di intelligence del Paese, in ceco Bezpečnostní informační služba (BIS), il quale si occupa di raccogliere e analizzare informazioni sulle minacce contro la sicurezza nazionale del Paese. Secondo l’ultimo report ufficiale della BIS, nel 2018 non è stata registrata alcuna minaccia diretta di attacchi terroristici nel Paese. Il numero di foreign fighters identificati che hanno lasciato la Repubblica Ceca per unirsi all’ISIS in Siria o in Iraq ammonta, secondo le ultime stime del 2017, a 11. Di questi, 2 sono di cittadinanza ceca.

A livello internazionale, la BIS collabora con oltre 100 agenzie di intelligence di altri Paesi, di cui oltre due terzi sono state attivate nel corso del 2017. Per quanto riguarda i forum internazionali, la BIS rende noto che Praga partecipa a diversi meccanismi di cooperazione multilaterale, quali il Gruppo di contrasto al Terrorismo e la Commissione Intelligence civile della NATO.

La cooperazione ha riguardato soprattutto i temi del terrorismo, del controspionaggio, della proliferazione di armi di distruzione di massa e della sicurezza cibernetica. In tali ambiti, la BIS collabora principalmente con le agenzie di intelligence dei Paesi membri dell’UE e della NATO, oltre che altri Paesi non specificati.

In aggiunta, a monitorare internamente il fenomeno terroristico è il Centro contro il terrorismo e le minacce ibride, in ceco Centrum proti terorismu a hybridním hrozbám, il quale fa parte del Ministero dell’Interno di Praga. Principalmente, il centro si occupa di antiterrorismo e di contropropaganda, oltre che di analisi del fenomeno migratorio, degli estremismi e delle campagne di disinformazione.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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