Germania-Egitto: colloquio telefonico tra Merkel e Al-Sisi

Pubblicato il 15 novembre 2019 alle 18:21 in Egitto Germania

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Il presidente egiziano, Abdel Fattah Al-Sisi, ha effettuato un colloquio telefonico con la cancelliera della Germania, Angela Merkel.

È quanto si apprende, venerdì 15 novembre, dal Servizio di Stato egiziano per l’informazione, il quale ha aggiunto che il colloquio è stato un modo per discutere delle relazioni bilaterali e per scambiare le proprie considerazioni su svariati temi regionali e internazionali.

In particolare, per quanto riguarda la Libia, Merkel ha espresso la propria disponibilità ad ascoltare l’opinione di Al-Sisi in merito agli sviluppi nel Paese nordafricano, soprattutto, secondo quanto dichiarato dal portavoce del presidente, Bassam Rady, in virtù del ruolo influente che l’Egitto svolge nella regione e della presidenza dell’Unione Africana che detiene.

Da parte sua, Al-Sisi ha ribadito la ferma posizione dell’Egitto in merito alla questione libica, per la cui risoluzione mira al ripristino delle istituzioni nazionali statali e all’annientamento delle organizzazioni criminali e delle milizie terroristiche.

L’Egitto, secondo quanto si legge sul portale d’informazione statale, pone come priorità la lotta al terrorismo e il raggiungimento di stabilità e sicurezza, insieme al contenimento dell’interferenza internazionale negli affari interni della Libia. Tale elemento, ha dichiarato Al-Sisi, causerebbe un peggioramento della situazione attuale, mettendo a rischio la sicurezza e la stabilità non solo del Medio Oriente, ma anche delle regioni mediterranee.

Da parte sua, Merkel ha dichiarato di essere aperta a sviluppare e rafforzare la cooperazione con l’Egitto in diversi settori. A tale riguardo, anche Al-Sisi ha dichiarato che Il Cairo intende rafforzare i legami con la Germania in vari ambiti.

In merito alla cooperazione bilaterale, il Servizio di Stato egiziano per l’informazione rende altresì noto che il neonominato ambasciatore egiziano in Germania, Khaled Galal, ha dichiarato di ritenere le relazioni tra Il Cairo e Berlino “più che eccellenti”, soprattutto in ambito politico.

Ciò deriva, ha dichiarato Galal, dal fatto che Berlino riconosce il ruolo privilegiato dell’Egitto nella regione, oltre che dalla convergenza di visioni politiche tra i due Paesi.

La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. L’Italia, il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

Per tentare di risolvere la questione libica, lo scorso 14 settembre l’ambasciatore tedesco a Tripoli, Oliver Owcza, aveva dichiarato che il proprio Paese aveva intenzione di ospitare una conferenza sulla Libia, in coordinamento con le Nazioni Unite, per tentare di riportare la sicurezza e stabilizzare la produzione di petrolio nel Paese. Al momento dell’annuncio, alcune fonti diplomatiche avevano rivelato che la conferenza era in programma, a Berlino, tra ottobre e novembre 2019.

Sebbene ancora non sia stata individuata una data per la Conferenza di Berlino, la Germania ha avviato le consultazioni con i Paesi invitati a partecipare. A tale riguardo, in occasione del vertice inaspettato tra Germania e Libia dello scorso 27 ottobre, Berlino aveva rivelato che la conferenza sarà aperta a tutti gli attori più influenti e che la sua relazione conclusiva verrà rilasciata solo su consenso unanime dei partecipanti. Alla conferenza di Berlino, inoltre, parteciperanno anche i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, ovvero Cina, Francia, Regno Unito, Russia e Stati Uniti, al fine di assicurare l’impegno da parte del Consiglio di Sicurezza nel risultato della Conferenza di Berlino.

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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