Cile: accordo politico per la nuova Cotituzione

Pubblicato il 15 novembre 2019 alle 10:26 in America Latina Cile

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Le forze politiche cilene hanno formalmente accettato di seppellire la Costituzione del 1980, ereditata della dittatura di Augusto Pinochet, al termine di un lungo vertice all’alba di venerdì 15 novembre. Ciò si verifica quattro settimane dopo l’inizio della più grande crisi politica e sociale che il paese ha dovuto affrontare negli ultimi decenni. Dopo una giornata di estrema violenza, martedì sera, l’appello del presidente Sebastián Piñera a raggiungere un accordo per la pace e due giorni di intensi negoziati, il presidente del Senato, Jaime Quintana, ha riferito che il prossimo aprile il nel paese andino terrà si un referendum per decidere se i cittadini vogliono cambiare la carta fondamentale del 1980. Se come indicano le inchieste demoscopiche decideranno di cambiare la Costituzione, (l’80% è favorevole a una nuova carta secondo i sondaggi), i cileni definirebbero in parallelo il meccanismo per la sua sostituzione: se una “Convenzione costituzionale” con membri completamente nuovi che lavori in parallelo rispetto al Congresso con funzioni costituenti o una “Convenzione mista” composta dal 50% da parlamentari e da un altro 50% da delegati appositamente eletti.

“È un giorno storico in cui offriamo una Costituzione democratica al 100%”, ha affermato Quintana dalla sede del Congresso di Santiago del Cile, accompagnato da dozzine di rappresentanti di tutti i partiti politici, presentando l’Accordo per la pace e la nuova Costituzione.

Sarà la prima volta nella storia che il Cile avrà una Costituzione nata dal dibattito democratico, perché le precedenti,  del 1833, del 1925 e del 1980, sono state precedute, rispettivamente, da una guerra civile, da una minaccia di golpe e da un colpo di stato. Con l’eccezione del Partito Comunista, che non ha partecipato ai negoziati, i politici di tutto l’arco parlamentare hanno convenuto che i rappresentanti saranno eletti nell’ottobre 2020, parallelamente alle elezioni comunali e regionali. La Convenzione avrà un periodo tra nove mesi e un anno per scrivere la nuova Costituzione, che sarà completamente nuova e non sarà basata sul testo del 1980, come invece richiedeva il partito di destra dell’Unione Democratica Indipendente (UDI).

In un quadro di grande violenze, che è costata finora 22 morti e centinaia di feriti, i parlamentari hanno definito in un ampio dialogo politico, come mai prima nel recente passato, che gli articoli del nuovo testo dovranno avere il voto di due terzi dei delegati. La prossima Costituzione deve essere ratificata poi in un nuovo referendum a suffragio universale e obbligatorio e poi votata definitivamente dal Congresso.

Non è chiaro che una nuova Costituzione riesca a placare le proteste, esplose il 18 ottobre come espressione di una buona parte dei cittadini che si sentono fuori dal percorso di sviluppo del Cile negli ultimi decenni. La classe politica, tuttavia, è impegnata a fornire un solido segnale al pubblico, che non ha fiducia in nessuna delle istituzioni democratiche, risultato di una grave crisi istituzionale. Le dimostrazioni, iniziate il 18 ottobre, sono continuate questo giovedì 14 novembre, in diverse città del paese ci sono state manifestazioni per commemorare che un anno dell’omicidio del Mapuche Camilo Catrillanca da parte della polizia nella regione di Araucanía, nel sud del paese. Vi sono stati atti di vandalismo nel centro di Santiago, vicino al Congresso, nel porto di Valparaíso e in città come Temuco o Concepción.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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