Bolivia, Trump, Donbass: parla Putin

Pubblicato il 15 novembre 2019 alle 10:48 in Russia

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Al termine del vertice del BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica), il gruppo che riunisce le cinque economie emergenti, Vladimir Putin ha tenuto una conferenza stampa in cui ha affrontato i principali temi di attualità politica internazionale.

Il presidente della Federazione russa ha sottolineato il ruolo crescente del gruppo BRICS sulla scena mondiale, sottolineando che si tratta di un fattore stabilizzante nella politica e nell’economia globali. “Man mano che il mondo cambia, il ruolo e l’importanza dei BRICS cresceranno senza dubbio” – ha detto Putin alla fine del summit che si è tenuto il 13 e il 14 novembre a Brasilia. Putin ha inoltre invitato i paesi dell’Unione economica eurasiatica (UEE) e quelli della Comunità degli Stati Indipendenti (CSI) a partecipare al prossimo vertice BRICS, che si svolgerà in Russia nel 2020.

Il capo dello stato russo, che a margine del vertice si è riunito con il presidente cinese Xi Jinping, ha sottolineato come la cooperazione economica e lo scambio commerciale russo-cinese siano un asse fondamentale per le economie emergenti. “L’anno scorso avevamo 108 miliardi di dollari di scambi commerciali e ora il nostro obiettivo è quello di raggiungere 200 miliardi, e sappiate che è una cifra assolutamente realistica” – ha detto Putin ai giornalisti.

Interrogato sulla situazione in Bolivia, Putin ha espresso la speranza che il suo paese sarà in grado di mantenere la cooperazione con il paese andino indipendentemente da chi sia la persona al comando.”Non c’è potere in Bolivia. Mi ricorda la Libia. Non esiste alcun intervento diretto dall’esterno, ma il paese è sull’orlo del caos”. “Siamo fiduciosi che chiunque salirà al potere in Bolivia rimarrà interessato a sviluppare relazioni con la Russia” – ha aggiunto Putin, concludendo:”Da parte nostra, siamo disposti a collaborare con le autorità che riceveranno un mandato legittimo dalla gente di quel paese”.

Putin ha esteso la sua riflessione ai disordini che hanno avuto o stanno avendo luogo in diversi paesi dell’America Latina: “In ogni paese le cause dei disturbi sono diverse, ma sono per lo più cause politiche e sociali sebbene ci siano anche elementi di interferenza esterna”, ed ha aggiunto che l’interferenza esterna “si verifica sempre in presenza di problemi interni”. Il leader del Cremlino ha espresso la speranza che “prevalga il buonsenso” e ha ribadito che la Russia “non interferisce” negli affari interni di altri paesi.

Il capo dello stato russo ha parlato anche di Donald Trump, affermando che non sono previsti incontri, ma che sarebbe lieto di ricevere l’inquilino della Casa Bianca a Mosca il 9 maggio 2020 per il settantacinquesimo anniversario della vittoria sulla Germania nazista. Putin non ha voluto commentare il processo di impeachment contro Trump in corso al Congresso statunitense, ma ha commentato la posizione del leader statunitense in Siria. “Per quanto riguarda il contributo degli Stati Uniti alla lotta contro il terrorismo in Siria, esiste, deve essere riconosciuto da tutti ed elogiato, compreso il contributo del presidente Trump” – ha detto Putin.

Putin ha concluso parlando dell’Ucraina, affermando che Mosca è pronta a ridurre il prezzo del gas fornito direttamente e a ridiscutere quello del gas in transito, ma ha avvertito l’Europa: “È che non tutto dipende dalla Russia e quindi c’è sempre il rischio di sospensione del transito del gas attraverso l’Ucraina”. Il leader del Cremlino ha aggiunto che non incontrerà Zelenskij prima del vertice del Formato Normandia (con Francia e Germania) perché “non è previsto e non abbiamo nulla di cui discutere in una riunione, se abbiamo qualcosa da dirci parliamo al telefono”. 

Vladimir Putin ha accolto con favore la separazione di truppe e attrezzature nelle città di Zolotoe e Petrovskoe nel Donbass, nell’Ucraina orientale. “È positivo che la separazione delle forze abbia avuto luogo in questi due luoghi, ti salutiamo” – ha sottolineato ed ha aggiunto che se le forze ucraine tornano alla linea di contatto, le milizie delle autoproclamate Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk faranno lo stesso.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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