Tanzania: uomini armati uccidono 6 contadini

Pubblicato il 14 novembre 2019 alle 18:46 in Africa Tanzania

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Un gruppo di uomini armati ha ucciso 6 contadini nella Tanzania meridionale, al confine con il Mozambico, diffondendo la paura di una ripresa del terrorismo islamista. L’agguato è avvenuto nella notte tra martedì 12 e mercoledì 13 novembre, vicino al fiume Ruvuma, che segna la frontiera tra i due Paesi. La zona non è estranea ad attacchi di questo tipo e, dal 2017, almeno 100 abitanti dell’area sono rimasti uccisi dalle incursioni di uomini armati. La regione, in parte condivisa con la provincia mozambicana di Cabo Delgado, ospita ingenti depositi di gas, dove vi operano diverse compagnie straniere. I militanti islamisti lì presenti, che sono soliti lanciare attacchi da entrambi i lati del confine, possiedono legami con le reti terroristiche attive in Kenya, in Somalia e nella regione dei Grandi Laghi, dove spesso ricevono anche gli addestramenti necessari.

“Si ritiene che un gruppo di uomini armati sia entrato nel Paese dal Mozambico, abbia teso un’imboscata a un villaggio di contadini, li abbia radunati e poi abbia aperto il fuoco”, ha riferito ai giornalisti il direttore delle indagini criminali della Tanzania, Robert Boaz. 7 persone sono state ferite e portate in ospedale, altre 6 sono rimaste uccise. Le forze di sicurezza della Tanzania sono alla ricerca degli aggressori.

A giugno, uomini armati appartenenti a un gruppo islamista attivo nella regione di Cabo Delgado hanno ucciso 11 persone in Mozambico, al confine con la Tanzania. La provincia, nonostante sia economicamente povera, ospita un crescente numero di multinazionali impegnate in uno dei maggiori ritrovamenti di gas offshore degli ultimi decenni, stimato a circa 30 miliardi di dollari.

Gli attacchi compiuti tra la Tanzania e il Mozambico sono stati principalmente diretti contro civili ed edifici governativi. Tuttavia, a febbraio, il gigante energetico americano Anadarko ha riferito che uno dei suoi lavoratori era stato ucciso e diversi altri erano stati feriti in due attentati verificatesi nei pressi di un sito di costruzione nella provincia.

Il più grave attentato terroristico realizzato all’interno dei confini della Tanzania risale al 7 agosto 1998 ed è stato compiuto dalla rete di al-Qaeda contro l’ambasciata statunitense di Dar es Salaam. Le vittime sono state 11. Da quel momento, il livello di allerta nazionale è stato innalzato, anche se non si sono più verificati ulteriori attentati islamisti di tale portata. Ciò, tuttavia, non ha impedito che gruppi di militanti islamici locali o reti di organizzazioni regionali, tra cui Al Shabaab, continuassero a minacciare la sicurezza del Paese.

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Chiara Gentili

di Redazione

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