I manifestanti di Hong Kong bloccano il traffico e le università

Pubblicato il 14 novembre 2019 alle 16:11 in Asia Hong Kong

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

I manifestanti hanno paralizzato buona parte di Hong Kong per il quarto giorno consecutivo giovedì 14 novembre, bloccando strade e autostrade e forzando scuole e attività a rimanere chiuse.

Le proteste continuano in tutta la città, con i manifestanti che hanno incendiato veicoli ed edifici, lanciato molotov contro stazioni di polizia e vandalizzato i centri commerciali. I manifestanti e gli studenti universitari, vestiti di nero, hanno mantenuto i blocchi stradali nelle arterie principali della città, tra cui l’ingresso al tunnel del porto che collega l’isola di Hong Kong alla zona di Kowloon e una grande autostrada tra Kowloon e i nuovi territori rurali. La polizia ha utilizzato gas lacrimogeni vicino al tunnel per cercare di liberarlo dai manifestanti. Inoltre, migliaia di studenti si sono barricati all’interno delle università, tirando su fortificazioni improvvisate in diversi campus. Gli studenti hanno prima bloccato gli ingressi, poi le strade vicine, dopo aver fatto rifornimento di scorte di cibo, mattoni, bombe a benzina e altre armi da utilizzare per possibili scontri con la polizia.

Durante la notte tra il 12 e il 13 novembre, si sono verificati altri scontri in tutta la città, con esplosioni, pennacchi di fumo, urla e spari che hanno lasciato decine di studenti feriti a terra. “La paura tra gli studenti è così forte”, ha dichiarato Wing Long, uno studente di teologia di 25 anni. “Ecco perché ci siamo riuniti oggi per impedire che tutto questo accada”, ha aggiunto. I medici sulla scena hanno affermato che almeno 60 persone sono rimaste ferite negli scontri che si sono verificati durante la notte. In tale contesto, anche l’Unione Europea ha invitato tutte le parti a mostrare moderazione. “L’impatto di vasta portata della situazione sulla vita e sui mezzi di sussistenza del territorio rende una soluzione credibile e rapida un imperativo”, ha affermato la portavoce dell’UE, Maja Kocijancic, in una nota. Questa settimana ha visto alcune delle peggiori violenze in più di 5 mesi di proteste.

Lunedì 11 novembre, un agente di polizia ha sparato a distanza ravvicinata contro una persona che faceva parte delle proteste. Lo stesso giorno, in un incidente separato, un uomo che esternava posizioni pro-Pechino è stato cosparso di benzina e dato alle fiamme dai manifestanti. La polizia ha riferito che l’uomo è in condizioni critiche e sta indagando sui responsabili dell’accaduto. L’autorità ospedaliera di Hong Kong ha dichiarato che 81 persone sono state ferite dall’inizio della settimana, 2 delle quali si trovano ora in gravi condizioni. Inoltre, più di 260 persone sono state arrestate, durante la giornata dell’11 novembre, secondo quanto ha affermato la polizia, portando il numero totale a oltre 3.000 detenuti da quando le proteste sono cresciute, a giugno. La leader di Hong Kong, Carrie Lam, che gode dell’appoggio di Pechino, ha dichiarato che i manifestanti che cercano di paralizzare la città sono “estremamente egoisti”.

In tale contesto, la Cina nega qualsiasi tipo di interferenza nel territorio e ha, invece, incolpato alcuni Paesi occidentali, tra cui il Regno Unito e gli Stati Uniti, di supportare i manifestanti e sollevare nuove problematiche. Da parte loro, gli Stati Uniti hanno condannato “l’uso ingiustificato della forza letale” a Hong Kong, l’11 novembre, e hanno esortato sia la polizia che i civili a ridurre la tensione. Da Pechino, invece, il portavoce del Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Popolare Cinese, Geng Shuang, ha invitato il Regno Unito e gli Stati Uniti a non intromettersi. Le mobilitazioni ad Hong Kong sono iniziate il 31 marzo e sono nate a seguito della presentazione di una controversa proposta di legge che prevedeva l’estradizione in Cina. La proposta è stata ritirata, ma dopo pochi mesi, si sono trasformate in una sfida contro il governo della città e contro l’influenza di Pechino. Oggi, sono diventate quotidiane e i leader delle proteste stanno cercando il supporto internazionale contro l’ingerenza cinese nella città semi-autonoma. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.