Le udienze pubbliche per l’impeachment contro Trump

Pubblicato il 14 novembre 2019 alle 15:09 in USA e Canada

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La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha dato inizio alle udienze pubbliche per indagare sul possibile impeachment contro il presidente Donald Trump. Nella prima e seconda sessione sono state raccolte nuove sorprendenti testimonianze.

La prima udienza ha avuto luogo il 13 novembre ed è stata trasmessa in diretta televisiva in tutto il Paese. Il procedimento rappresenta la prima udienza per impeachment in oltre due decenni di politica statunitense. In tale contesto, William B. Taylor Jr., un alto diplomatico statunitense in Ucraina e un altro diplomatico di lunga esperienza, George P. Kent, hanno delineato un quadro della gestione della politica estera USA distorto dagli interessi del presidente in carica. Taylor ha testimoniato di fronte all’House Intelligence Committee riguardo ad una telefonata, ascoltata da uno dei suoi sottoposti, in cui il presidente Trump si interrogava sulle intenzioni dell’Ucraina di investigare su Joe Biden, il probabile rivale democratico alle elezioni USA 2020, e sul figlio di Biden, che lavorava per una società ucraina. Immediatamente dopo, ha dichiarato Taylor, il suo sottoposto era stato informato che a Trump importava più delle “indagini su Biden” che dell’Ucraina.

“La sicurezza era così importante per l’Ucraina, così come i nostri interessi nazionali”, ha testimoniato Taylor, descrivendo il suo crescente senso di allarme nell’apprendere che 391 milioni di dollari di aiuti militari, vitali per l’ex repubblica sovietica, erano stati bloccati. Secondo l’accusa, gli aiuti sarebbero stati sbloccati solo se il governo ucraino avesse accettato le richieste del presidente USA di investigare sul suo rivale politico. “Rifiutare quell’assistenza senza una buona ragione se non quella di aiutarlo nella sua campagna politica non ha senso. Era controproducente per tutto ciò che stavamo cercando di fare. Era illogico. Non è stato possibile spiegarlo. Era fuori di testa”, ha aggiunto Taylor. Il diplomatico ha poi raccontato che un membro del suo staff ha sentito un’altra telefonata, il 26 luglio, tra Trump e Gordon Sondland, un ex finanziatore del presidente nominato ambasciatore degli Stati Uniti presso l’Unione Europea. Trump gli ha chiesto delle indagini in Ucraina e Sondland lo ha rassicurato sul fatto che gli ucraini erano pronti a procedere.

Parlando della prima sessione, Trump ha dichiarato ai giornalisti: “È una bufala. Sono troppo occupato per guardarla”. Il presidente USA ha comunque ritwittato i post dei suoi supporter che lo difendevano, durante tutta la giornata. Interrogato dopo che l’udienza è terminata, Trump ha dichiarato “è uno scherzo” e ha insistito sul fatto di non aver guardato la sessione neanche “per un minuto”. Ha definito lo sforzo di impeachment una finzione e ha aggiunto: “Non dovrebbe essere autorizzata”. Gli investigatori hanno programmato nuove deposizioni con David Holmes, un funzionario dell’ambasciata degli Stati Uniti a Kiev e Mark Sandy, dell’Ufficio di gestione e bilancio. Secondo un funzionario coinvolto nell’inchiesta, Holmes era il sottoposto a cui Taylor ha fatto riferimento nella sua testimonianza.

La conversazione aveva avuto luogo in un ristorante a Kiev un giorno dopo la telefonata del 25 luglio, in cui Trump ha spinto personalmente il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, a indagare sui Bidens. Da parte sua, George P. Kent ha invece raccontato del rapporto fra Washington e Kiev, peggiorato a causa delle pressioni fatte al presidente ucraino Zelensky dall’avvocato personale di Trump, Rudy Giuliani. Il diplomatico ha definito tale pratica un “canale diplomatico irregolare” gestito dall’avvocato del presidente stesso e ha sottolineato che Trump aveva iniziato a screditare Joe Biden a partire dalla rimozione dell’ambasciatrice Marie Yovanovitch, ambasciatrice prima di Taylor. “Mi è chiaro che gli sforzi di Giuliani per rilanciare le indagini sfruttavano il desiderio di Zelensky di un incontro alla Casa Bianca” ha dichiarato Kent

Secondo quanto ricostruito dal Washington Post, Hunter Biden, il figlio di Joe Biden, è stato per 5 anni nel consiglio di amministrazione di Burisma, un’azienda ucraina che opera nel settore del gas naturale. Il proprietario di Burisma era stato posto sotto processo dai magistrati ucraini con le accuse di abuso di potere e arricchimento illecito. Nel corso delle indagini, non era emersa alcuna prova contro Hunter Biden, ma le ricerche contro il proprietario della Burisma procedevano lentamente. Per tale ragione, Joe Biden aveva cercato di rimuovere dall’incarico il procuratore capo ucraino, accusato dai funzionari occidentali di non indagare a sufficienza sui casi di corruzione. Trump ha ammesso di aver citato Biden durante la telefonata, ma nega di aver effettuato pressioni su Zelenskiy per indagare sul figlio del suo rivale politico. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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