Lavrov: USA vogliono creare semi-stato in Siria

Pubblicato il 14 novembre 2019 alle 6:20 in Russia Siria USA e Canada

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Washington sta cercando di dividere i territori sulla riva orientale del fiume Eufrate, facendo tutto il necessario per crearci un semi-stato. Ad affermarlo il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov al Forum della Pace di Parigi.

“Gli Stati Uniti esortano i paesi del Golfo a fare degli investimenti immensi, così sarà possibile instaurare l’amministrazione locale formata da Forze Democratiche Siriane, curdi, unità delle milizie popolari ed altri, con l’obbiettivo esplicito di dividere questa parte della Siria e controllare i siti petroliferi che si trovano in quei territori”, ha dichiarato Lavrov.

Il ministro ha anche riferito che gli USA vietano ai suoi alleati di investire nei progetti di ristabilimento della Siria controllati da Damasco.

“Sosteniamo insieme al governo siriano la creazione delle condizioni per modernizzare le infrastrutture per il ritorno dei rifugiati per far sì che il Paese possa tornare alla normalità”, ha sottolineato.

Il ministro ha poi definito “illegale” il tentativo di “derubare la Siria e prendere il controllo dei giacimenti petroliferi”.

Il conflitto armato nella Siria prosegue da più di otto anni. La situazione nel Paese si è inasprita all’inizio dello scorso mese, quando la Turchia ha avviato l’operazione Fonte di Pace. L’obbiettivo di Ankara è la creazione di una zona di sicurezza in cui fosse possibile ricollocare i rifugiati siriani, liberando i territori di confine dalle milizie curde, considerate da Ankara come organizzazioni terroristiche. Washington, da parte sua, ha deciso di non far parte dell’operazione e ha annunciato il ritiro delle proprie truppe.

Tuttavia, poco tempo dopo Trump ha annunciato che alcune unità militari americane sarebbero rimaste per “proteggere il petrolio” dai militanti dello Stato Islamico, poiché la produzione di petrolio nel nord della Siria era la principale fonte dei loro guadagni.

Il 22 ottobre Putin ed Erdogan hanno tenuto un colloquio a Soči. Dopo l’incontro i due leader hanno firmato un accordo che prevede una collaborazione militare russo-turca per il pattugliamento della safe zone. Mosca, da parte sua, ha promesso di garantire che le forze guidate dai curdi si sarebbero ritirate dal confine turco.


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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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