Esteri: Di Maio annuncia le linee programmatiche dell’Italia

Pubblicato il 14 novembre 2019 alle 18:38 in Europa Italia

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Il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, ha tenuto una audizione presso le Commissioni riunite Affari Esteri di Camera dei Deputati e Senato per presentare le linee programmatiche del suo Dicastero.

È quanto reso noto, mercoledì 13 novembre, dal Ministero degli Affari Esteri. Nel corso dell’audizione, trasmessa in diretta televisiva, secondo quanto si apprende dal Parlamento italiano, Di Maio ha ricordato come, sin dall’inizio del proprio mandato da capo della Farnesina, il suo obiettivo sia stato quello di riportare l’Italia al centro del processo decisionale, internazionale ed europeo, riguardante i temi di interesse strategico per Roma.

Attualmente, ha dichiarato il Ministro, l’Italia deve gestire sia le opportunità economiche che provengono da contesti internazionali, sia il peggioramento delle condizioni di sicurezza nel Mediterraneo allargato, ovvero un’area comprensiva di 4 regioni geografiche: MENA, Sahel, Corno d’Africa e Balcani. Tale area era già presente nel documento programmatico del Ministero della Difesa, il quale, pubblicato lo scorso 30 ottobre, evidenziava come tale area geografica, prioritaria per l’Italia, chiami in causa il tema dell’immigrazione, della sicurezza energetica e dell’ottenimento di materie prime, fattori che rendono la stabilità di tale area una “esigenza vitale” del Paese.

La coesistenza di opportunità da un lato e di fonti di preoccupazione dall’altro fa emergere la complessità dello scenario internazionale, il quale richiede che le strategie adottate dall’Italia siano in costante aggiornamento. In tale ottica, ha dichiarato Di Maio, l’Italia deve saper dare la giusta rilevanza alla cooperazione bilaterale, oltre che alla cooperazione con i suoi “alleati tradizionali”.

Tale intenzione giunge a conferma della “vocazione multilaterale” che caratterizza il dicastero di Di Maio, il quale conferma la sua direzione transatlantica ed europeista, ma intende anche aprire l’economia del Paese ai mercati internazionali.

Sul primo punto, Di Maio ha ricordato quanto emerso durante la visita del Segretario di Stato americano, Mike Pompeo, al quale il ministro italiano aveva avuto modo di confermare l’impegno e la rilevanza data all’Alleanza transatlantica. Nello specifico, durante l’audizione, Di Maio ha dichiarato che Washington rimane l’alleato principale di Roma e che il legame transatlantico, storicamente dedito alla difesa della democrazia e dello stato di diritto, poggia anche sull’integrazione europea. Su tale elemento, il ministro degli Esteri si è voluto soffermare, sottolineando l’importanza della “collocazione geopolitica” dell’Italia, la quale rende “centrale” la promozione di misure per il Mediterraneo allargato.

Tale regione, ha dichiarato Di Maio, è “ricca non solo di sfide, ma anche di grandi opportunità” e dalla sua stabilizzazione dipende la sicurezza dell’Italia, ma anche dell’intera Europa. A minare la stabilità di tale regione, ha dichiarato il ministro, concorrono vari fattori, tra cui il terrorismo, il quale deve essere contrastato attraverso la cooperazione delle forze di polizia e il rafforzamento del dialogo.

A dimostrazione della rilevanza data al Mediterraneo allargato, l’Italia, ha sottolineato il ministro, ha stimolato la discussione in sede di Consiglio Europeo sul Libano, teatro di proteste dallo scorso 17 ottobre, ma anche sull’operazione “Fonte di Pace” della Turchia nel Nord-Est della Siria, per la quale Di Maio aveva chiesto l’interruzione della vendita di armi alla Turchia da parte dei Paesi dell’UE.

L’area del Mediterraneo allargato comprende il Medio Oriente, tra i cui Paesi l’Iran riveste un ruolo particolare. Nello specifico, con Teheran Di Maio intende mantenere un dialogo “affinché lo scacchiere medio orientale non venga ulteriormente destabilizzato”. A tal fine, le discussioni dovranno riguardare lo Yemen, il Libano, la Siria, la proliferazione balistica e nucleare, la sicurezza della navigazione e i diritti umani.

Anche il continente africano riveste un ruolo importante nell’agenda di Di Maio. Come sottolineato dal ministro, dall’Africa provengono sfide globali e occasioni di crescita. In tal senso, l’Italia investe in via prioritaria per la stabilizzazione del Sahel e del Corno d’Africa. In riferimento ai Paesi del Nord Africa, invece, Di Maio ha ricordato quanto emerso a seguito della Visita di Stato in Marocco dello scorso 1 novembre, quando Roma e Rabat hanno siglato un accordo di partenariato che riguarda diversi temi, tra cui il fenomeno migratorio. Parallelamente, Di Maio ha sottolineato i rapporti con Egitto, Algeria e Tunisia, quest’ultimo principale porto di partenza dei flussi migratori.

Il fenomeno migratorio, inoltre, chiama con sé l’attenzione al tema dei rimpatri, sollevato dal ministro Di Maio in occasione della presentazione delle linee programmatiche del suo Dicastero. Su questo punto, Di Maio ha ricordato il nuovo decreto interministeriale sui migranti, siglato lo scorso 4 ottobre con i ministri di Giustizia, Alfonso Bonafede, e Interno, Luciana Lamorgese. Tale decreto ha stilato una lista di Paesi sicuri, per i quali verranno ridotti i tempi dei rimpatri. I Paesi individuati sono 13: Albania, Algeria, Bosnia, Capo Verde, Ghana, Kosovo, Macedonia del Nord, Marocco, Montenegro, Senegal, Serbia, Tunisia e Ucraina.

Ulteriore dimostrazione della rilevanza data al tema dell’immigrazione nell’agenda politica del ministro degli Esteri è, secondo quanto sottolineato dallo stesso ministro, l’intenzione di migliorare il Memorandum con la Libia, firmato nel 2017, con il quale l’Italia si impegnava a finanziare le infrastrutture di accoglienza e a fornire sostegno alle autorità per il contrasto all’immigrazione irregolare.

Anche la Libia riveste un ruolo particolare nell’agenda di Di Maio, come dimostrato dal dialogo avviato con la Germania con l’omologo tedesco in occasione della caduta del muro di Berlino e del vertice dello scorso 11 novembre tra il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e la Cancelliera tedesca, Angela Merkel. In tale occasione, Conte aveva assicurato che i due Paesi stanno lavorando insieme per il buon esito della Conferenza di Berlino, la quale mira alla promozione di un rapido cessate-il-fuoco e la ripresa del processo politico, il quale deve essere garantito perché “l’opzione militare non può garantire nessuna soluzione sostenibile”.

Tra le aree facenti parte della regione del Mediterraneo allargato, Di Maio si è soffermato anche sui Balcani occidentali, per i quali ha ribadito il sostegno dell’Italia alla loro integrazione europea, nonostante il freno dello scorso 17 ottobre.

Ulteriore attore politico su cui Di Maio si è voluto soffermare è la Turchia, dato il suo ruolo nei Balcani, in Medio Oriente, in Libia e nel Mediterraneo, così come l’alleanza con Ankara data dal quadro della NATO e l’interlocuzione con la Turchia a livello europeo per quanto riguarda l’immigrazione. In particolare, il ministro degli Esteri ha dichiarato che Roma resta “fortemente preoccupata per l’involuzione dello stato di diritto e le azioni nel Mediterraneo orientale intraprese dalla Turchia” e che si aspetta che “agisca con prudenza in un quadro di straordinaria complessità come quello siriano”.

Oltre al Mediterraneo allargato, però, l’Italia, ha dichiarato il ministro degli Esteri, deve saper guardare ai contesti internazionali per puntare sulla crescita del Paese. A tale riguardo, il Ministro ha evidenziato il possibile ruolo della Cina, dove il ministro si era recato lo scorso 5 novembre. In tale occasione, Di Maio e il ministro del Commercio della Repubblica Popolare Cinese, Zhong Shan, avevano discusso della collaborazione economico-commerciale tra Roma e Pechino.

È in tale ottica che Italia e Cina, ha rivelato Di Maio, hanno siglato accordi commerciali, i quali hanno riguardato l’agenzia italiana per il commercio con l’estero e diversi soggetti economici cinesi. Parallelamente, Di Maio ha chiesto un migliore accesso al mercato, parità di condizioni dagli operatori economici e un’effettiva tutela dei diritti di proprietà intellettuale. Tali richieste, ha dicharato il Ministro, giungono con l’obiettivo di continuare a implementare il memorandum di cooperazione per la costruzione congiunta del Belt and Road, la Nuova Via della Seta, siglato lo scorso 23 marzo 2019.

La diplomazia economica, ha dichiarato Di Maio, riveste un ruolo essenziale nella politica estera ed è per questo che, secondo quanto si apprende dal Ministro, la Farnesina diverrà nel corso del suo mandato uno strumento a sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese italiane e dell’elaborazione della politica commerciale del Paese.

Anche la Russia è stata al centro dell’audizione di Di Maio. Nello specifico, il ministro degli Esteri ha dichiarato che Roma non ha intenzione di mettere in dubbio la sua collazione euroatlantica, ma ciò non vuol dire che non possa mantenere i legami storicamente positivi con altri attori internazionali, ovvero Cina, come già emerso, e Russia.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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