Corea del Nord rifiuta la proposta di colloqui degli Stati Uniti

Pubblicato il 14 novembre 2019 alle 17:50 in Corea del Nord USA e Canada

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La Corea del Nord ha rifiutato la proposta degli Stati Uniti di intavolare nuovi colloqui, affermando che non è interessata a ulteriori incontri mirati unicamente a tenere buoni i nordcoreani prima della fine dell’anno, scadenza che Pyongyang ha imposto a Washington per mostrare maggiore flessibilità nei negoziati.

Kim Myong Gil, il negoziatore sulle questioni legate al nucleare per la Corea del Nord, ha dichiarato che Stephen Biegun, la sua controparte statunitense, aveva offerto nuovi colloqui per mezzo di un Paese terzo. Kim e Biegun si sono incontrati a Stoccolma per la prima volta da quando il presidente USA, Donald Trump, e il leader nordcoreano, Kim Jong Un, hanno concordato di riavviare i negoziati tra le due parti. L’incontro di Stoccolma, tuttavia, è andato male. “Se negoziare una soluzione ai problemi fosse possibile, saremmo pronti a incontrarci con gli Stati Uniti in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento”, ha dichiarato Kim Myong Gil all’agenzia di stampa ufficiale KCNA. Tuttavia, il negoziatore ha affermato che la proposta di Biegun ha “il sinistro obiettivo di placarci” nel tentativo di far passare la scadenza di fine anno. “Non siamo disposti a tenere tali negoziati”, ha aggiunto. 

Il primo storico summit tra il leader nordcoreano, Kim Jong-un, e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si è svolto il 12 giugno 2018 a Singapore. L’incontro si era concluso con una promessa reciproca di collaborazione al fine di smantellare il programma nucleare della potenza asiatica, sospendere il regime sanzionatorio e cominciare un processo di pace nella regione. Tuttavia, i progressi da allora sono stati irregolari. In occasione del secondo incontro tra i due vertici, avvenuto il 28 febbraio dell’anno successivo, a Hanoi, i colloqui tra le due parti erano crollati inaspettatamente a causa di un disaccordo sulle sanzioni economiche. 

I negoziati tra USA e Corea del Nord sono poi ripresi il 5 ottobre a Stoccolma. Il tentativo di dialogo, tuttavia, non è stato particolarmente positivo. Il capo della delegazione nordcoreana ha accusato gli Stati Uniti di essere “inflessibili”, annunciando un immediato stop ai negoziati. Kim Myong Gil, dopo aver passato gran parte della giornata a dialogare con la controparte statunitense, ha criticato l’inflessibilità dei suoi interlocutori, affermando che i diplomatici di Washington non si distaccano dal loro “vecchio punto di vista e atteggiamento”. “I negoziati non hanno soddisfatto le nostre aspettative e alla fine sono stati interrotti”, ha spiegato Myong Gil, con l’aiuto di un interprete, ai giornalisti presenti fuori dall’ambasciata nordcoreana. 

Gli Stati Uniti stanno cercando “attivamente” di convincere la Corea del Nord a tornare ai negoziati, ha dichiarato il 10 novembre il consigliere per la sicurezza nazionale della Corea del Sud. La Corea del Sud sta prendendo “molto sul serio” la scadenza imposta da Pyongyang, secondo quanto ha riferito ai giornalisti il consigliere Chung Eui-yong, in un momento in cui gli sforzi per migliorare le relazioni intercoreane si sono interrotti. Nell’ultimo segno di tensioni sulla penisola, il leader della Corea del Nord, Kim, ha ordinato la rimozione di strutture “malandate”, “capitaliste” costruite dalla Corea del Sud nella località del North’s Mount Kumgang resort. La Corea del Nord ha anche respinto un’offerta di colloqui della Corea del Sud, proponendo che la comunicazione si limitasse a scambi di documenti. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

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