Cile: il governo pronto a cambiare la Costituzione

Pubblicato il 14 novembre 2019 alle 6:30 in America Latina Cile

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Dopo 24 giorni di crisi politica e sociale, la  più grande dalla fine della dittatura militare nel 1990, il governo cileno di Sebastián Piñera si è detto pronto a lavorare per cambiare la Costituzione del 1980, ereditata da Augusto Pinochet. Un passo senza precedenti per la destra cilena, che si è sempre opposta all’idea di una nuova costituzione, e una novità assoluta negli ultimi trent’anni. Le proposte di nuova costituzione erano presentate da tradizione dai presidenti alla fine del loro mandato, già dopo l’elezione del successore, più come una manifestazione d’intenti che come una politica effettivamente realizzabile.

La decisione di rivedere la Costituzione è stata annunciata dal ministro degli interni Gonzalo Blumel dopo un incontro guidato dal presidente Piñera e al quale hanno partecipato rappresentanti di spicco dei partiti di governo e delle parti sociali. Non sono stati resi noti ulteriori dettagli su come sarà il meccanismo, anche se l’esecutivo è impegnato a convocare un Congresso costituente, che preveda ampia partecipazione dei cittadini e un referendum di ratifica. Se diventerà realtà, sarà la prima volta nella storia che il Cile avrà una costituzione discussa in democrazia.

“È un fatto storico. La fine della transizione verso la democrazia per quanto riguarda l’aspetto costituzionale, un grande debito. Lo scoppio sociale che è stato sperimentato in Cile dal 18 ottobre lo mette in evidenza” – afferma al quotidiano El Páis, Javier Couso, professore dell’Università Diego Portales in Cile e dell’Università di Utrecht in Olanda. Per Tomás Jordán, che ha coordinato il processo di riforma del secondo governo di Michelle Bachelet (2014-18) “è la prima volta dal 1990 che la destra apre a una nuova Costituzione, quindi c’è un consenso politico da destra e sinistra per una nuova carta fondamentale”. È, secondo lui, “un cambiamento nella linea della storia cilena”, perché sarà discusso in democrazia: “Tutte le costituzioni – quella del 1833, 1925 e 1980 – sono state precedute da guerre civili, pressioni militari o colpi di stato”.

Il nodo è ora nella formula: buona parte del partito al potere è contrario all’elezione di una Assemblea costituente, la formula che preferiscono invece l’opposizione e i movimenti civici. Fino ad ora, il governo di Piñera non ha chiarito se sarà il Congresso attualmente in carica o quello eletto nel 2021 che avrebbe il compito di modificare la Costituzione e se sarà l’esecutivo che invierà una proposta di nuovo testo che, dopo il dibattito parlamentare, sarà sottoposto a referendum confermativo. 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.