Al-Sisi ad Abu Dhabi: discussioni in materia politica ed economica

Pubblicato il 14 novembre 2019 alle 11:15 in Egitto Emirati Arabi Uniti

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Il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, ha intrapreso una visita ufficiale negli Emirati Arabi Uniti (UAE), mercoledì 13 novembre.

Al- Sisi ha incontrato il principe ereditario di Abu Dhabi, nonché vicecomandante supremo delle forze armate degli UAE, Mohammed bin Zayed Al Nahyan. Le discussioni, che continueranno anche nella giornata di giovedì 14, riguardano gli ultimi sviluppi relativi a questioni regionali di interesse reciproco, tra cui Siria, Libia e Palestina, oltre a dossier inerenti alla regione del Golfo e alle politiche di riconciliazione.

Il portavoce della presidenza egiziana, Bassam Rady, ha affermato che la visita del presidente egiziano rientra nel quadro di incontri bilaterali volti a rafforzare la cooperazione tra i due Paesi in diversi settori e a migliorare le relazioni strategiche. A detta di Rady, Il Cairo e Abu Dhabi si coordineranno per affrontare le sfide attuali nella regione del Golfo e per far sì che parti esterne non interferiscano negli affari interni dei Paesi arabi. Attenzione sarà data altresì alla lotta al terrorismo.  

Giovedì 14 novembre, al-Sisi ha poi annunciato la creazione di una piattaforma congiunta per gli investimenti, dal valore di 20 miliardi di dollari. Questa ha l’obiettivo di attuare diversi progetti in vari settori, dalle infrastrutture, alle energie rinnovabili alla produzione alimentare. 

Una fonte del governo egiziano ha riferito al quotidiano Al-Araby al-Jadeed che la visita ufficiale è stata preparata in anticipo ed è programmata sin dalla scorsa settimana. A detta della fonte, i tentativi di riconciliazione nel Golfo rappresentano il focus principale del meeting. Un’altra questione riguarda il sostegno congiunto in Libia alle forze dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), guidato dal generale Khalifa Haftar.

Il fronte economico vede Al-Sisi e al-Nahyan evitare alcuni dei problemi che hanno attirato l’attenzione del governo emiratino, in merito agli investimenti di Abu Dhabi in Egitto e alla sua assistenza al regime al potere. In particolare, nel corso di una visita di imprenditori emiratini in Egitto, del mese di ottobre scorso, era stata espressa una certa insoddisfazione sulle modalità di utilizzo e gestione degli aiuti economici offerti al Cairo, sia al governo sia alle forze armate, tramite al-Sisi. Non da ultimo, a detta della medesima fonte, funzionari emiratini hanno rilevato carenze e irregolarità nell’erogazione di alcuni pagamenti, oltre al mancato utilizzo dei fondi per gli scopi prefissati.

Gli Emirati Arabi Uniti rappresentano, attualmente, il Paese che investe maggiormente nel mercato egiziano, con un investimento complessivo pari a 6.8 miliardi di dollari. Inoltre, sono 1141 le aziende finanziate da Abu Dhabi in Egitto, che operano in diversi settori. Nel 2018, il volume degli scambi commerciali tra i due Paesi ha raggiunto 3.3 miliardi di dollari, rispetto ai 2.2 miliardi del 2015. Nel medesimo anno, le esportazioni egiziane negli Emirati sono ammontate a circa 2 miliardi di dollari, mentre le importazioni sono state di circa 1.3 miliardi.

Agli occhi degli Emirati, l’Egitto rappresenta il perno per l’equilibrio del mondo arabo, e il sostegno offerto da Abu Dhabi è stato a lungo basato sull’idea che la sicurezza e la stabilità del Cairo sono fondamentali per portare sicurezza e stabilità agli altri Paesi della regione. È del 16 giugno scorso, l’incontro tra il presidente egiziano e il ministro degli Esteri degli UAE, lo sceicco Abdullah bin Zayed Al Nahyan. In tale occasione, le due parti avevano sottolineato il grande desiderio di consolidare le “relazioni fraterne” per raggiungere interessi comuni e migliorare la sicurezza e la stabilità della regione.

Circa la questione libica, gli Emirati Arabi Uniti hanno fornito aiuti militari ad Haftar negli ultimi 4 anni, in quasi tutte le sue guerre a Bengasi, Derna e nella regione meridionale della Libia, e lo stanno attualmente supportando nella sua offensiva contro Tripoli. Il Ministro degli Esteri degli UAE, Anwar Gargash, ha affermato che il proprio Paese sostiene Haftar nelle operazioni riguardanti la lotta al terrorismo e ai gruppi estremisti, sostenuti dalla Turchia. Al-Sisi è, a sua volta, un sostenitore dell’uomo forte di Tobruk, considerato un baluardo contro la minaccia islamista, soprattutto a seguito della sua missione nel Sud della Libia.

All’interno del panorama mediorientale, Emirati ed Egitto sono, accanto ad Arabia Saudita e Bahrein, tra i Paesi fautori del blocco contro il Qatar che, a partire dal 5 giugno 2017, ha dato vita alla cosiddetta “crisi del Golfo”. In particolare, è stato imposto su Doha un embargo diplomatico, economico e logistico, accusandola di sostenere e finanziare gruppi terroristici come Hamas ed Hezbollah e di appoggiare l’Iran, il principale rivale di Riad nella regione.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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