Tunisia: iniziano le consultazioni, Chahed incontra Conte

Pubblicato il 13 novembre 2019 alle 16:52 in Italia Tunisia

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Il nuovo Parlamento tunisino ha dato inizio, mercoledì 13 novembre, alla prima sessione di consultazioni volta ad eleggere il presidente parlamentare.

Le negoziazioni si svolgeranno in un clima definito complesso, a causa delle divisioni interne. A presiedere la sessione vi è il partito di centro-destra Ennahda, risultato il principale vincitore alle ultime elezioni del 6 ottobre scorso, ed il suo co-fondatore e leader intellettuale, Rached Ghannouchi.

In particolare, Ennahda, che ha la maggioranza dei seggi, pari a 52, aspira alla presidenza del parlamento, ma finora non è riuscito a convincere i suoi partner per assicurarsi il consenso necessario. Il disegno di legge in materia di finanza e il bilancio di Stato per il 2020 sarà il primo fascicolo sul tavolo. Questo, ai sensi della costituzione, dovrà essere presentato e ratificato prima del 10 dicembre.

La costituzione tunisina post-rivoluzione divide il potere legislativo tra il presidente e un governo che approva le leggi attraverso il Parlamento. A tal proposito, fonti interne hanno rivelato che vi sarebbero 6 probabili candidati alla presidenza del futuro governo di Tunisi e si tratta, per la maggior parte, di personalità indipendenti, non legate a nessun movimento o partito specifico. Tra questi vi sono Mongi Marzouk, un esperto di tecnologia delle comunicazioni che ha ricoperto diverse posizioni ministeriali e Taoufik Rajhi, precedentemente incaricato di elaborare riforme per il Paese. Un altro candidato è Marwane al-Abassi, anch’egli esperto di economia, nonché governatore della Banca centrale tunisina. Se Ennahda non riuscirà a formare un governo in due mesi, il presidente neoeletto, Kaïs Saïed, potrà trasferire il mandato ad un altro partito e se la fase di stasi perseguirà, verranno indette nuove elezioni.

Il programma presentato da Ennahda si basa sulla lotta alla corruzione e alla povertà, sul miglioramento e rafforzamento della sicurezza del Paese, sullo sviluppo dell’istruzione e dei settori pubblici e sull’aumento di investimenti. Il partito dovrà allearsi con altri cinque o sei partiti per ottenere una maggioranza che gli consenta di formare un nuovo governo.   

Tuttavia, Ennahda continua a incontrare l’opposizione di diversi partiti, tra cui la coalizione formata da Attayar, ovvero Corrente Democratica, che gode di 22 seggi, Achaab’s Movement, con 16 seggi e il partito Tahya Tounes, guidato dall’ex premier Youssef Chahed, che ha ottenuto 14 seggi.

In tale quadro, il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, ha incontrato, nel pomeriggio del 12 novembre, il premier tunisino ancora in carica, Youssef Chahed, a Palazzo Chigi. Il meeting si inserisce in un viaggio europeo che ha incluso anche la Francia, dove Chahed ha incontrato, l’11 novembre, il presidente francese, Emmanuel Macron. In entrambe le visite, il premier tunisino si è reso messaggero di una lettera del neo-eletto capo di Stato, Kaïs Saïed. Per quanto riguarda l’Italia, il messaggio indirizzato al presidente Sergio Mattarella ha messo in evidenza il rafforzamento delle relazioni bilaterali Roma-Tunisi. L’incontro si è basato sull’analisi di alcune questioni bilaterali e regionali, tra cui la Libia.

L’ultima visita di Conte in Tunisia risale al 30 aprile scorso, quando il premier italiano ha partecipato alla prima sessione dell’Alto consiglio strategico di cooperazione italo-tunisino. In tale occasione, sono stati sette gli accordi di cooperazione stipulati, attraverso cui l’Italia ha inviato alla comunità internazionale un messaggio importante, relativo al sostegno di Roma alla fase di transizione politica ed economica tunisina.

Secondo quanto riferisce un rapporto curato dall’ambasciata italiana a Tunisi, il Paese Nord-africano rappresenta “un ponte per l’Italia sul Mediterraneo, una piattaforma produttiva naturale per le imprese italiane impegnate a diversificare le proprie attività e penetrare nuovi mercati nel Maghreb, Africa subsahariana e Golfo.

L’Italia è, inoltre, il secondo partner commerciale della Tunisia, con un interscambio bilaterale che si aggirava attorno ai 5,6 miliardi di euro, nel 2017, e un saldo commerciale in attivo. Roma rappresenta anche il primo importatore a Tunisi, con una quota di mercato del 15,5%. Oltre 850 società italiane sono presenti nel Paese Nord-africano e impiegano oltre 63mila persone, rappresentando quasi un terzo del totale delle imprese a partecipazione straniera. L’Italia e la Tunisia collaborano anche efficacemente in numerosi fori ed organismi internazionali e sovranazionali, come Unione europea, Nazioni Unite, Dialogo NATO-Mediterraneo e OSCE-Mediterraneo, Politica Europea di Vicinato, e altre.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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