Nigeria: proteste per il rilascio del leader di #RevolutionNow

Pubblicato il 13 novembre 2019 alle 12:28 in Africa Nigeria

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La polizia nigeriana ha sparato proiettili veri contro i manifestanti che si erano riuniti per un sit-in nella capitale, Abuja, chiedendo il rilascio di un giornalista, ora influente personaggio politico africano, Yele Sowore. La folla si è raccolta, martedì 12 novembre, davanti agli uffici del Dipartimento dei Servizi di Stato (DSS) e ha invocato a gran voce la scarcerazione dell’attivista, arrestato a inizio novembre dopo aver favorito la diffusione di proteste politiche unite dal motto “Revolution Now”. Ad agosto, il tribunale della capitale aveva deciso di consentire allo Stato di trattenere Sowore per un periodo di 45 giorni, metà di quanto era stato richiesto dai servizi segreti nazionali. Ufficiali del Dipartimento dei Servizi di Stato avevano arrestato e messo in custodia Sowore dal 2 agosto nonostante due Corti avessero deliberato a favore del suo rilascio su cauzione. Ciò aveva spinto attivisti politici e rappresentanti di gruppi per la difesa dei diritti umani a protestare insistentemente per chiedere la sua scarcerazione. Secondo quanto riferito dal DSS, la liberazione di Sowore era stata ostacolata dalla cauzione troppo elevata e dal fatto che, nonostante l’ordine del tribunale, nessuno fosse intervenuto per pagarla. Le organizzazioni della società civile, d’altra parte, affermano che sia stato proprio il Dipartimento dei Servizi di Stato a rifiutarsi di rilasciarlo.

Sowore, ex giornalista del sito web Sahara Reporters, si ritrova ad affrontare accuse di tradimento che lo riterrebbero colpevole di aver tentato di rovesciare il governo. Il Pubblico Ministero ha dichiarato che la campagna #RevolutionNow, sostenuta dall’attivista nigeriano, mira a rimuovere il presidente e il comandante in capo delle forze armate della Repubblica federale con mezzi incostituzionali. Secondo i difensori di Sowore, invece, il giornalista avrebbe solo invitato la popolazione a manifestare per spingere il governo ad agire sulle numerose sfide del Paese, in particolare la sicurezza e l’economia.

Il presidente nigeriano Muhammadu Buhari ha vinto le elezioni del 27 febbraio 2019 aggiudicandosi un secondo mandato per i prossimi 4 anni, dopo aver promesso di dare incentivi alla crescita economica del Paese, rafforzare la sicurezza e lottare contro la corruzione. Buhari era stato nominato presidente la prima volta alle elezioni del 29 maggio 2015, promettendo di porre come priorità assoluta del suo governo la sicurezza del Paese. Tuttavia, durante i suoi mandati, il presidente fatica a realizzare i suoi obiettivi. Nonostante il capo di Stato abbia più volte annunciato di essere riuscito a debellare l’organizzazione terroristica di Boko Haram, gli attacchi continuano ad essere frequenti e ad alto tasso di mortalità. Il 28 luglio, almeno 65 persone sono morte a causa di un attentato perpetrato da alcuni militanti di Boko Haram contro un gruppo di nigeriani di ritorno da un funerale, nello Stato nordorientale del Borno.

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Chiara Gentili

di Redazione

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