La Turchia avvia l’operazione Kiran-6

Pubblicato il 13 novembre 2019 alle 12:02 in Medio Oriente Turchia

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La Turchia ha lanciato l’operazione Kiran-6, finalizzata ad eliminare “il terrorismo” nell’Est del Paese, secondo quanto ha annunciato il Ministero dell’Interno turco, il 13 novembre.

L’operazione antiterrorismo è in corso nelle aree rurali delle province di Van, Hakkari e Sirnak, secondo quanto ha affermato il Ministero in una nota. Un totale di 2.360 poliziotti, gendarmeria e guardie private hanno aderito all’operazione. Il 17 agosto, la Turchia aveva lanciato l’operazione Kiran contro i terroristi del PKK che è stata seguita dal lancio dell’operazione Kiran-2, il 27 agosto, nelle province di Mardin, Sirnak e Batman. La terza fase dell’operazione è stata avviata il 21 settembre contro i terroristi nelle regioni di Bestler-Dereler e Herekol delle province di Sirnak e Siirt. L’operazione Kiran-4, lanciata poco dopo, ha interessato le province orientali di Kars, Agri e Igdir.

L’8 novembre, l’operazione Kiran-5 è stata avviata a Diyarbakir, Bingol e Mus. I militanti del PKK, attivi sin dagli anni 80 contro la Turchia, sono basati soprattutto nell’Iraq del Nord, nella regione Qandil, a Sud di Hakurk e a Nord di Erbil. Il PKK opera in Turchia, nel Nord dell’Iraq, ma ha anche una sezione iraniana, il Kurdistan Free Life Party (PJAK), che ha combattuto a fianco di Teheran in numerose occasioni, fin dal 2004. L’insorgenza del PKK ha avuto inizio in Turchia nel 1984, e da allora sono state uccise, tra le guerriglie e gli scontri, oltre 40mila persone. Sia Ankara, sia l’Unione Europea e gli Stati Uniti considerano il partito un’organizzazione terroristica.

Secondo il Ministero dell’Interno turco, il PKK ha sfruttato le elezioni amministrative dello scorso marzo per far giungere al potere sindaci da controllare facilmente una volta eletti, in modo da incrementare il sostegno all’organizzazione e ha portato avanti una vasta campagna di arresti. Da parte sua, il Partito democratico del popolo pro-curdo (HDP), che ha avuto buoni risultati durante le elezioni municipali, ha dichiarato che le detenzioni sono avvenute sulla base di un mandato “fondato su menzogne e motivazioni illecite”. Quanto accaduto, secondo l’HDP, “è un nuovo ed evidente golpe, nonché una chiara presa di posizione da parte del governo contro la volontà politica della minoranza curda”.  

La Turchia descrive tutte le forze curde  come “organizzazioni terroristiche” a causa di legami con il PKK. Quest’ultimo, da decenni, ha condotto una campagna armata per raggiungere l’autonomia in Turchia ed è considerato un’organizzazione illegale da Ankara. L’operazione in Turchia, lanciata il 9 ottobre nel Nord-Est della Siria, secondo Erdogan, era necessaria per salvaguardare la sicurezza turca contro i militanti curdi. Questa ha colpito le Syrian Democratic Forces (SDF), guidate dalle Unità di Protezione del Popolo curdo (YPG), sono state il principale alleato degli Stati Uniti nella lotta contro lo Stato Islamico in Siria. Tuttavia, negli ultimi anni, erano riuscite ad ampliare il proprio controllo nelle zone settentrionali ed orientali della Siria, fino ad occupare una vasta area che si estende per 480 km dal fiume Eufrate al confine con l’Iraq. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

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