Italia: vertice del Consiglio Supremo della Difesa su Iraq, Siria, Libia e Afghanistan

Pubblicato il 13 novembre 2019 alle 6:58 in Europa Italia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha presieduto la riunione del Consiglio Supremo di Difesa.

Insieme al presidente vi erano il premier, Giuseppe Conte, e i ministri di Interno, Luciana Lamorgese, Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, Affari Esteri, Luigi Di Maio, Difesa, Lorenzo Guerini, Economia, Roberto Gualtieri e il Capo di Stato Maggiore della Difesa, il Generale Enzo Vecciarelli.

Tra i presenti, anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Riccardo Fraccaro, il segretario generale alla Presidenza della Repubblica, Ugo Zampetti e il segretario del Consiglio supremo della Difesa, il Generale Rolando Mosca Moschini.

Secondo quanto si apprende dal Ministero della Difesa, il vertice, tenutosi lunedì 11 novembre, è stato occasione per discutere della situazione nelle principali aree di crisi, soprattutto in riferimento ai teatri del Mediterraneo e del Medio Oriente. In aggiunta, le massime cariche dello Stato hanno fatto un riepilogo della presenza delle Forze Armate italiane nei Teatri Operativi.

A tale riguardo, l’Esercito italiano rende noto che le Forze Armate italiane sono presenti in 10 missioni, di cui 3 sotto l’egida della NATO, 2 delle Nazioni Unite e 2 dell’Unione Europea. I teatri dove l’Esercito italiano è presente sono quelli attivi in Afghanistan, Iraq, Kosovo, Libano, Libia, Mali, Marocco, Somalia e Turchia.

In particolare, il contingente italiano in Iraq è stato vittima di un attentato esplosivo, la scorsa domenica 10 novembre, il quale ha causato 5 feriti, di cui 3 gravi. Il giorno successivo, l’ISIS ha rivendicato l’attacco.

In merito a ciò, il Ministero della Difesa ha dichiarato, al termine della riunione del Consiglio Supremo, che tale attacco giunge ad ulteriore conferma di quanto il terrorismo internazionale resti la “principale minaccia per l’Italia e per la comunità internazionale”. È per tale motivo, ha rivelato il Consiglio, che occorre rimanere attivi nelle principali aree di crisi e contribuire elaborare un sistema efficace in grado di contrastare collettivamente il fenomeno.

In particolare, il Consiglio ha avuto modo di soffermarsi sull’are mediorientale, dove la situazione “sta raggiungendo livelli preoccupanti”. Per quanto riguarda il teatro siriano, nello specifico, il Consiglio Supremo ha rivelato di essere preoccupato in merito alle conseguenze umanitarie e di sicurezza che ne possono derivare. Da parte sua, l’Italia continua sia a voler preservare coesione tra gli alleati, sia a voler mantenere inalterati i progressi raggiunti per quanto riguarda il contrasto all’estremismo violento e alle organizzazioni terroristiche.

Un altro teatro su cui il Consiglio si è soffermato nel corso del vertice è stato la Libia, in situazione di grave instabilità dal 2011 e attualmente caratterizzata dalla presenza di due governi.  Da un lato, il governo di Tripoli, guidato da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu e sostenuto da Qatar e Turchia. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, guidato dal generale Khalifa Haftar e sostenuto da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In tale teatro, il Consiglio ha ribadito l’importanza di una ripresa del dialogo, attualmente impedito dal confronto continuo tra le parti coinvolte nel conflitto, il quale “sembra destinato a protrarsi con sempre più gravi conseguenze”.

Nel corso del vertice, inoltre, il Consiglio Supremo della Difesa si è soffermato sulla questione afghana, in merito alla quale ha rivelato che mancano “risultati significativi” e che le distanze tra le due parti del conflitto, ovvero i talebani e il governo afghano, minano alla sicurezza e alla stabilità del Paese. Per tale ragione, l’Italia ha dichiarato di voler seguire e assumere decisioni in coordinamento con i suoi Alleati e con il governo dell’Afghanistan.

Parte dell’incontro è in seguito stata dedicata alle iniziative regionali e alle alleanze dell’Italia. A tale riguardo, il Consiglio Supremo ha dichiarato che NATO ed UE sono “le fondamenta di uno stabile sistema cui l’Italia aderisce con convinzione”. Su questo punto, l’Italia continua a impegnarsi a sostegno delle iniziative comuni.

Il vertice del Consiglio Supremo si è dimostrato in continuità con quanto dichiarato lo scorso 31 ottobre dal ministro della Difesa italiano, Lorenzo Guerini, il quale aveva annunciato le linee programmatiche che indirizzeranno l’azione della Difesa e delle Forze Armate nel corso del suo mandato. In tale occasione, Guerini aveva dichiarato che le principali aree di interesse strategico per la Difesa si collocano nel “Mediterraneo allargato”, un’area comprensiva di 4 regioni geografiche: MENA, Sahel, Corno d’Africa e Balcani. Il Mediterraneo allargato, si legge nel documento, chiama in causa il tema dell’immigrazione, della sicurezza energetica e dell’ottenimento di materie prime, fattori che rendono la stabilità di tale area una “esigenza vitale” del Paese.

Secondo quanto si apprende dal ministro, l’Italia risulta impegnata, a livello nazionale e internazionale, per mantenere la sicurezza e lo fa con i suoi 13.000 militari, di cui 7.000 attivi sul territorio nazionale e oltre 6.000 impegnati in 37 teatri operativi dislocati in 24 Paesi.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Jasmine Ceremigna

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.