Francia-Rep. Dem. del Congo: cooperazione contro gruppi armati africani

Pubblicato il 13 novembre 2019 alle 11:41 in Francia Rep. Dem. del Congo

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La Francia ha annunciato che supporterà finanziariamente la Repubblica Democratica del Congo per aiutarla a combattere la minaccia dei gruppi armati nelle regioni orientali del Paese. È quanto ha riferito il presidente francese Emmanuel Macron a margine dell’incontro con l’omologo di Kinshasa, Felix Tshisekedi, tenutosi presso il Palazzo dell’Eliseo, a Parigi, martedì 12 novembre. I due hanno firmato il secondo accordo sul tema del supporto alla pace e allo sviluppo nel Paese africano. La Francia sta investendo 65 milioni di euro per sostenere Tshisekedi nel suo lavoro verso la crescita e la modernizzazione nazionale.

“In primo luogo, siamo dalla parte del presidente per quanto riguarda la sicurezza, soprattutto nell’Est, nella lotta contro i gruppi armati e i gruppi che supportano l’ISIS attraverso la condivisione di intelligence e la cooperazione militare strategica, nonché attraverso l’azione diplomatica volta a sanzionare i leader di quei gruppi attraverso il quadro delle Nazioni Unite”, ha detto Macron. Il presidente francese ha anche incoraggiato i Paesi africani vicini, come l’Uganda e il Ruanda, a impegnarsi nella lotta contro i gruppi armati nella Repubblica Democratica del Congo. Nel frattempo, Macron ha anche annunciato che visiterà la nazione centroafricana nel 2020 dopo il vertice Francia-Africa in programma per giugno. Il presidente Tshisekedi al momento si trova a Parigi per il Forum della pace.

Si stima che circa 160 formazioni ribelli, con un totale di oltre 20.000 combattenti, siano ancora attivi nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo. Negli ultimi 20 anni, le Nazioni Unite hanno cercato di stabilizzare la situazione del Paese africano dispiegando una forza di pace di circa 15.000 persone.

Il presidente della Repubblica Democratica del Congo, Felix Tshisekedi, eletto a gennaio 2019, sta tentando di riportare la stabilità nelle regioni orientali del Paese, dove sono frequenti anche gli scontri armati tra vari gruppi etnici. Diversi membri delle milizie si sono arresi, sono stati catturati o sono rimasti uccisi ma la violenza persiste, soprattutto nella provincia di Nord Kivu, a Sud di Ituri.

Dopo aver guadagnato l’indipendenza dal Belgio, nel 1960, La Repubblica Democratica del Congo, Stato africano ricco di risorse, non è mai riuscito ad effettuare una transizione di potere pacifica. La violenza ha raggiunto il culmine e si è estesa in tutta la nazione dopo che l’attuale presidente congolese, Joseph Kabila, nel dicembre 2016, ha deciso di rimanere al potere per il terzo mandato presidenziale. Da allora, il conflitto ha forzato più di 1 milione e mezzo di congolesi ad abbandonare le proprie case, mentre più di 3,000 sono morti, tra l’ottobre 2016 e l’agosto 2017, nella sola regione di Greater Kasai. Il 4 agosto 2017, l’UNICEF ha denunciato la situazione, rendendo noto che la Repubblica Democratica del Congo sta affrontando una delle peggiori crisi umanitarie al mondo.

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Chiara Gentili

di Redazione

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