Camerun: elezioni legislative previste per febbraio 2020

Pubblicato il 13 novembre 2019 alle 16:56 in Africa Camerun

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In Camerun sono state programmate elezioni legislative e municipali per il 9 febbraio 2020, ha annunciato un decreto presidenziale. Il leader del Paese, Paul Biya, ha già posticipato le votazioni per due volte. L’ultimo voto per eleggere i membri del Parlamento nazionale si era tenuto nel 2013 e prevedeva un mandato di 5 anni.

Le elezioni presidenziali del 2018, che avevano portato alla rielezione di Biya, al potere da 37 anni, sono state una prova difficile da superare per la nazione centro-africana. Il leader dell’opposizione, Maurice Kamto, aveva mobilitato diversi cittadini camerunensi per denunciare la corruzione e i brogli che sarebbero stati compiuti sia durante il voto sia durante la campagna elettorale e, in seguito a ciò, era stato arrestato insieme ad alcuni suoi sostenitori. Dalla sua scarcerazione, ad ottobre, Kamto ha provato a organizzare comizi pubblici che non sono mai stati autorizzati dalle autorità di Yaoundé. Il suo partito, il Movimento per il Rinascimento del Camerun, aveva richiesto il rispetto di alcune condizioni preliminari in vista delle elezioni presidenziali, come una revisione del codice elettorale, ma tali rivendicazioni non sono state accolte. Il principale partito d’opposizione in Parlamento è però il Fronte socialdemocratico, che, tuttavia, non ha rilasciato alcun commento in merito alla sua futura partecipazione alle elezioni legislative del 2020. 

In questo momento, il Camerun sta affrontando una fase delicata del processo di pace avviato per risolvere la crisi nelle regioni anglofone dell’Ovest. Il governo si aspetta che i colloqui aprano la porta a un accordo di pace storico che ponga fine agli scontri tra l’esercito e le milizie separatiste delle regioni nord e sudoccidentali. Queste ultime hanno cominciato a battersi, nel novembre 2016, per la costituzione di uno Stato autonomo con il nome di Ambazonia. Decenni di risentimento scatenati dalle discriminazioni perpetrate dalla maggioranza francofona del Camerun hanno provocato un conflitto armato che è costato la vita a circa 2.000 persone e ha costretto mezzo milione di abitanti ad abbandonare le proprie case.

Il presidente Biya, a inizio ottobre, ha annunciato la scarcerazione di 333 militanti separatisti e l’adozione di una risoluzione che prevede l’istituzione di uno “status speciale” per le aree di lingua inglese “finalizzato a rafforzare l’autonomia delle zone amministrative”. Nel 2016, in Camerun si verificarono alcuni movimenti pacifici di protesta, guidati da insegnanti e avvocati, contro l’emarginazione della minoranza anglofona attuata da parte del governo del Paese, a maggioranza francofona. Tuttavia, tali manifestazioni si sono trasformate in conflitti armati, che sono stati aggressivamente repressi dalle forze governative. Da quando le regioni anglofone, situate a Nord-Ovest e Sud-Ovest, hanno cominciato a battersi, nel novembre 2016, il numero delle forze di sicurezza e gli interventi militari per fronteggiare la crisi sono aumentati, secondo i dati di Amnesty International. Migliaia di camerunensi sono fuggiti dal Paese, rifugiandosi nella vicina Nigeria. Gli Stati Uniti e i gruppi per i diritti umani hanno accusato il governo di Yaoundè di aver raso al suolo interi villaggi e di aver perpetrato uccisioni mirate nelle regioni anglofone del Paese, ma le autorità hanno sempre negato.

Le tensioni nel Paese si sono aggravate quando, il primo ottobre 2017, i separatisti hanno proclamato l’indipendenza dell’Ambazonia, conosciuta anche come Camerun britannico del Sud, e creato un governo provvisorio, osteggiato dal presidente Biya. Nonostante alcuni tentativi di mediazione tra il governo e i gruppi secessionisti, la questione è ancora lontana dall’essere effettivamente risolta.

Le radici della divisione linguistica nello Stato africano risalgono alla fine della Prima Guerra Mondiale, quando la Società delle Nazioni decise di spartire il Camerun, ex colonia tedesca, tra i vincitori inglesi e francesi. Quando la Repubblica del Camerun ottenne l’indipendenza dalla Francia nel 1960, il Camerun del sud, sotto la dominazione inglese, si unì ad essa. Tuttavia, le politiche delle autorità centrali hanno sempre pesato sulla minoranza anglofona, che costituisce circa il 20% della popolazione e si sente emarginata culturalmente ed economicamente.

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Chiara Gentili

di Redazione

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