Bolivia: Jeanine Áñez si proclama presidente senza quorum in Parlamento

Pubblicato il 13 novembre 2019 alle 14:50 in America Latina Bolivia

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La Bolivia, almeno sulla carta, ha un nuovo presidente dopo le dimissioni di Evo Morales. È la vicepresidente seconda del Senato, Jeanine Áñez, rappresentante dell’opposizione al leader indigenista. Áñez ha assunto la guida ad interim del paese fino a nuove elezioni, ma la transizione è stata appoggiata solo da un terzo del Parlamento, l’organo responsabile della formalizzazione del passaggio del potere presidenziale. La senatrice assunse la presidenza ad interim senza il quorum previsto dalla legge a seguito di una valanga di dimissioni tra i successori del presidente previsti dalla Costituzione. Áñez era la prima della lista a non essersi dimessa, pur essendo la quarta in linea di successione in caso di dimissioni di Morales. Il Movimento per il Socialismo (MAS), l’ex partito di governo e maggioranza alla Camera, non ha preso parte al voto.

L’ex presidente Morales ha plaudito alla decisione dei deputati del suo partito e, dal Messico, dove era arrivato poche ore prima, ha attaccato suoi avversari. “Mi congratulo con le nostre sorelle e fratelli deputati del MAS per aver agito con unità e dignità per respingere qualsiasi manipolazione da parte della destra razzista, golpista e traditrice. Rimaniamo uniti nella difesa della democrazia, dello Stato di diritto, della vita e della patria” – ha scritto Evo Morales su Twitter.

La Camera ha affrontato la votazione con il nome di Áñez che già circola da lunedì come possible presidente. La senatrice, una conservatrice eletta nelle file dell’opposizione, ha iniziato la sessione seduta fra i banchi del Fronte di Unità Nazionale ed è stata incaricata di tessere il consenso necessario per raggiungere lo sblocco sul suo stesso nome.

Il consenso non è stato raggiunto e Áñez ha giurato davanti a un parlamento semi-vuoto, il che lascia presupporre ulteriore instabilità. La neo-presidente rilasciato alcuni messaggi contradduttori. Da un lato, ha assicurato che i deputati del MAS si erano impegnati a partecipare alla sessione ed era convinta che il voto avrebbe avuto il quorum. D’altra parte, ha accusato gli stessi deputati di aver organizzato un tentativo di bloccare la sessione.

Durante il suo discorso Áñez ha detto di impegnarsi a “convocare nuove elezioni il più presto possibile” con istituzioni di controllo indipendenti. Una una volta proclamata, la presidente si è recata al Palacio Quemado, sede della presidenza, si è affacciata dal balcone e mostrato una copia della Bibbia. Pochi minuti prima, attraversando Plaza Murillo, aveva affermato dinanzi ai suoi sostenitori in festa che “la Bibbia rientrava a palazzo”.

Áñez ha lanciato un appello alla governabilità e ha chiesto che si ponga fine agli scontri e al blocco istituzionale. Tuttavia, il metodo con cui è stata eletta lascia intendere che si troverà ad affrontare l’incrollabile resistenza dei seguaci di Morales e dei loro rappresentanti politici, che credono che le dimissioni del leader indigeno, forzate dal comandante in capo delle Forze Armate, siano il risultato di un colpo di stato.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

 

di Redazione

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