Svezia: nel 2019 circa 100 esplosioni nel Paese

Pubblicato il 12 novembre 2019 alle 11:56 in Europa Svezia

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Nei primi 9 mesi del 2019, le autorità di polizia della Svezia, e soprattutto le unità degli artificieri, sono intervenute 97 volte a causa della detonazione di ordigni esplosivi.

È quanto si apprende, martedì 12 novembre, dalla BBC, la quale ha sottolineato come la polizia svedese stia fronteggiando attacchi senza precedenti, i quali si realizzano anche nei centri delle principali città del Paese.

Lo scorso mese, BBC riporta che 3 esplosioni sono avvenute nel corso della notte in 3 località differenti di Stoccolma, la capitale della Svezia. Tali esplosioni hanno causato un senso di shock nella popolazione, la quale era al corrente delle precedenti detonazioni, ma sapeva anche che queste erano avvenute nei sobborghi della città e non nel centro.

Il fenomeno del crimine è relativamente nuovo per la Svezia, la quale, fino al 2017 non aveva neanche un indicatore per tale voce. Nel 2018, però, 162 esplosioni, si cui 30 solo negli ultimi 2 mesi dell’anno, avevano colpito il Paese e, da quel momento, la Svezia si è trovata a dover fronteggiare un nuovo fenomeno.

Secondo quanto dichiarato dalla responsabile dell’Intelligence del Dipartimento operativo di Stato, Linda H Straaf, le esplosioni avvengono principalmente a causa di “petardi, ordigni improvvisati e bombe a mano”, lanciati solitamente da bande criminali in faida tra loro, le quali intendono spaventarsi a vicenda o causare terrore ad amici e parenti delle bande rivali.

Il problema, secondo quanto dichiarato da Straaf, “è serio”, ma non deve essere fonte di preoccupazione per i cittadini, i quali, secondo il capo dell’intelligence, non saranno colpiti dalle esplosioni.

Per fronteggiare tale emergenza, diverse squadre operative dell’intelligence svedese sono state inviate negli Stati Uniti, in Germania e nei Paesi Bassi, per lavorare con specialisti sulle bande criminali. Parallelamente, le squadre collaborano con gli esperti delle Forze Armate svedesi che si erano occupate di ordigni esplosivi nel corso della loro attività presso i teatri Africani e dell’Afghanistan.

Tale esigenza di formazione è emersa in quanto il fenomeno del crimine “è nuovo per la Svezia”, la quale si trova a dover ricercare altrove l’esperienza, secondo quanto dichiarato dal capo del Dipartimento operativo di Stato, Mats Lovning.

Secondo quanto si apprende, la maggior parte degli attacchi è avvenuta in sobborghi popolari, a basso reddito e vulnerabili, delle più grandi città del Paese: Stoccolma, Göteborg e Malmö. Solo dall’inizio di novembre, inoltre, la terza città più popolata del Paese è stata teatro di tre esplosioni nell’arco di 24 ore.

Diversamente da quando il fenomeno è iniziato ad emergere, adesso le esplosioni riguardano anche le località con maggiore affluenza di cittadini. Lo scorso mese, riporta la BBC, il quartiere di Bromma, area residenziale nel Nord di Stoccolma, è stata teatro di una esplosione che ha distrutto l’entrata di un condominio, ha rotto le finestre e danneggiato i veicoli.

Non è stata solo l’esplosione di Bromma a destare preoccupazione nel Paese. Anche la città di Lund, storica città universitaria poco distante da Malmö, è stata teatro di una esplosione che ha colpito un passante di 20 anni, il quale ha riportato danni fisici, mentre 25 sono stati i feriti causati dall’esplosione avvenuta contro un condominio di Linkoping, a metà tra Stoccolma e Göteborg.

Secondo quanto emerso dalle indagini degli inquirenti, i crimini sono stati commessi da individui appartenenti alla stessa banda criminale, responsabile altresì di reati da arma da fuco e di traffico di stupefacenti. A tale riguardo, la polizia ha rivelato che in Svezia si sono verificate 45 sparatorie letali nel 2018, ovvero il 265% in più del 2011, quando erano state 17.

Tuttavia, a detta delle autorità, rimane poco chiaro il motivo per cui i criminali abbiano integrato il proprio arsenale con ordigni esplosivi.

Stando alle rivelazioni di Straaf, la polizia svedese non registra dati in merito all’etnia dei sospettati o degli incriminati, ma ciò nonostante, i criminali individuati dietro tali atti condividono caratteristiche simili. Nello specifico, gli individui coinvolti sono cresciuti in zone vulnerabili della Svezia e appartengono a classi sociali disagiate a livello sia sociale, sia economico. In aggiunta, gli individui identificati sono di seconda o terza generazione di immigrati. Ciò, tuttavia, ha dichiarato Straaf, non deve lasciar intuire che i nuovi arrivi dei migranti influiscano sullo sviluppo delle bande criminali. Ciò nonostante, nel Paese si è diffuso un sentimento contrario alle comunità di migranti, fattore che ha portato gli elettori ad attribuire al partito nazionalista estremista di destra, Sweden Democrats, il 18% dei consensi delle elezioni del 2018.

In virtù dell’aumento del numero di esplosioni e reati nei dintorni di Copenaghen commessi da cittadini svedesi, inoltre, lo scorso 11 novembre la Danimarca ha annunciato che ristabilirà i controlli temporanei alla frontiera con la Svezia, i quali sono iniziati martedì 12 novembre e proseguiranno per 6 mesi e riguarderanno il Ponte Oresund che collega Copenaghen e Malmö e gli imbarchi per i traghetti.

The Washington Post riporta che dal febbraio 2019 Copenaghen è stata teatro di 13 esplosioni. In particolare, secondo le autorità, l’esplosione dello scorso 6 agosto, la quale era avvenuta presso l’Agenzia tributaria danese, era stata opera di due cittadini svedesi, attualmente in stato di detenzione.

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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