Spagna: si dimette il leader liberale Rivera

Pubblicato il 12 novembre 2019 alle 7:47 in Europa Spagna

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Il leader liberale spagnolo Albert Rivera ha annunciato lunedì mattina le sue dimissioni alla Commissione Esecutiva Nazionale di Ciudadanos (Cs), riunendosi dopo la debacle elettorale del partito, passato da 57 a 10 seggi in appena sei mesi. Fonti della Commissione esecutiva del partito, che si riunitasi a Madrid a porte chiuse, hanno spiegato che Rivera vuole convocare un congresso straordinario affinché siano i militanti di Ciudadanos “che prendoano le redini” della formazione liberale ed eleggano un nuovo presidente.

Dopo la riunione a porte chiuse, terminata secondo fonti del partito con un lunghissimo applauso all’uomo che contribuì alla fondazione del partito nel 2006 e che lo guida da quando aveva 27 anni, Rivera ha annunciato che rinuncia al seggio conquistato in provincia di Madrid e lascia la politica. “Servire gli spagnoli è stato il più grande degli onori – ha affermato – ma c’è vita anche al di fuori della politica”.

 Le dimissioni di Rivera hanno avuto grande eco sulla stampa del paese iberico, dove le dimissioni di un leader politico sono un fatto raro, tanto che alcuni  editorialisti hanno sottolineato che si tratta di un “gesto esemplare” seppur inevitabile dopo la dura sconfitta. Il portavoce parlamentare del partito, Juan Carlos Girauta, ha lasciato poche ore dopo affermando: “È stata fatta a pezzi una persona perbene e io non voglio continuare”.

Ciudadanos ha subito il 10 novembre una dura sconfitta, “cattivi risultati senza scuse”, come ha spiegato lo stesso Rivera nella sua apparizione la notte delle elezioni. Cs ha perso 2,5 milioni di voti ed è diventato quinta forza politica dopo Vox e Unidas Podemos. A Barcellona, culla della formazione, il partito liberale è sceso all’ottavo posto, superato anche dall’estrema sinistra indipendentista della Candidatura di Unità Proletaria (CUP). A dicembre 2017 Cs aveva ottenuto il 25,5%, la CUP il 4,4%.

Fonti della direzione del partito spiegano che in Cs “si assumono responsabilità”, contrariamente a quanto accade negli altri partiti politici, che “qualificano come storico il peggior risultato della loro storia”, riferimento a quanto fece il socialista Pedro Sánchez nel 2016, oppure “dicono che non succede nulla quando si perdono 70 deputati”, allusione al leader popolare Pablo Casado dopo il risultato del voto aprile.

Nelle prossime settimane, Ciudadanos terrà un congresso straordinario per eleggere un nuovo presidente e una nuova leadership. Come ha ammesso Rivera nella notte delle elezioni, i risultati di Cs sono stati “pessimi senza palliativi e senza scuse”. L’ormai ex presidente liberale si è lamentato del fatto che gli spagnoli “hanno preferito votare per Vox piuttosto che per il centro”.

Il quarantenne Albert Rivera era presidente di Ciudadanos sin dalla nascita della formazione, creata in Catalogna nel 2006 per rappresentare un’alternativa al nazionalismo. Lo stesso anno Cs riuscì a conquistare i suoi primi seggi al parlamento catalano, diventando nel giro di pochi anni referente dell’unionismo in Catalogna e del centro politico in Spagna. Passando dall’ambito catalano a quello nazionale alle elezioni europee del 2014 Rivera aveva ottenuto numerosi successi. Quarto partito nel 2015, nel 2016 Cs aveva consentito la nascita del governo Rajoy, a dicembre 2017 era diventato il primo partito in Catalogna, ad aprile aveva conquistato il 15,7% dei voti, diventando la terza forza politica spagnola, nei mesi successivi era entrato nei governi di coalizione in Andalusia, Regione di Murcia, Castilla y León, Comunità di Madrid, nonché in molti comuni. Un esponente del partito è presidente della città autonoma di Melilla, la prima autonomia governata dai liberali.

La sconfitta subita dalla formazione rientra, secondo numerosi analisti, nella tradizione politica spagnola. Sin dalle dimissioni di Adolfo Suárez dalla guida del governo nel 1981, le formazioni centriste hanno sempre ottenuto scarso successo elettorale, dal Centro Democratico Sociale dello stesso Suárez all’Unione Popolo e Democrazia di Rosa Díez. La parabola ascendente di Ciudadanos sembrava aver ricreato uno spazio politico di centro in Spagna, ma la decisione di Rivera di spostarsi stabilmente a destra e la sconfitta elettorale di domenica riaprono il dibattito sulla viabilità di soluzioni centriste nel paese iberico.

Toccherà al successore di Albert Rivera, con ogni probabilità la portavoce ed ex leader del partito in Catalogna, Inés Arrimadas, dimostrare che i successi del partito negli anni scorsi non sono stati solo effimera contingenza.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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