Spagna: accordo Sánchez-Iglesias per un governo di coalizione

Pubblicato il 12 novembre 2019 alle 14:40 in Europa Spagna

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I leader del Partito Socialista spagnolo (PSOE) e di Unidas Podemos, Pedro Sánchez e Pablo Iglesias, hanno raggiunto un principio di accordo per formare un governo di coalizione. Il leader socialista guiderà il governo, Iglesias sarà vicepremier. Sánchez ha dunque accettato le richieste del presidente della formazione di sinistra radicale che aveva respinto ad aprile, riportando il paese alle urne dopo sei mesi e mezzo.

Sánchez e Iglesias si sono incontrati lunedì 11 novembre al palazzo della Moncloa, sede del governo spagnolo, per portare avanti i negoziati che si concludono in un governo di coalizione. Hanno partecipato ai negoziati da parte socialista, il capo di gabinetto di Sánchez, Iván Redondo, e la portavoce del partito alCongresso, Adriana Lastra. Per UP ha preso parte ai negoziati Irene Montero.

È stato lo stesso Sanchez che a voler avviare rapidamente un negoziato con Iglesias, hanno spiegato al quotidiano madrileno El Mundo fonti del PSOE. I negoziati sono progrediti rapidamente e, pertanto, alle 14:00 di martedì 12 novembre Sánchez e Iglesias hanno tenuto una conferenza stampa congiunta per certificare l’esistenza di questo principio di accordo.

Alla stampa Sánchez ha affermato che si tratta di “un governo che durerà quattro anni e sarà nettamente progressista”. I due leader hanno firmato un accordo che ha come linee guida la creazione di posti di lavoro, la convivenza civile in Catalogna, la protezione dell’ambiente e politiche che invertano lo spopolamento delle province rurali. Una misura, quest’ultima, che dovrebbe garantire al futuro governo il sostegno del deputato di Teruel Existe, formazione nata nell’omonima provincia aragonese proprio per combatterne lo spopolamento.

PSOE e Podemos, tuttavia, non godono della maggioranza assoluta, ma raggiungono 155 seggi sui 176 necessari. Non basta neanche il concorso di altre forze di sinistra e regionaliste, per cui la coalizione deve contare sull’astensione di Sinistra Repubblicana di Catalogna o dei liberali di Ciudadanos.

Lunedì 12 novembre, il segretario per l’organizzazione del PSOE, José Luis Ábalos, dopo un incontro della Commissione esecutiva del partito aveva annunciato che Sánchez avrebbe chiamato Iglesias, prevedibilmente anche il leader popolare Pablo Casado, e gli altri partiti “disposti a collaborare con il PSOE”.

I socialisti ha spiegato Ábalos vogliono formare un governo progressista “il più presto possibile” perché “non c’è altra alternativa” e non prendono in considerazione la possibilità di una grande coalizione con il PP. Non contemplano nemmeno che il Partito popolare possa astenersi. “Non è possibile aspettarsi una soluzione simile, il loro margine è molto ristretto, cederebbero troppo di fronte all’estrema destra. Per questo hanno detto che non lo faranno, non vale la pena continuare a insistere” – ha spiegato il capo dell’organizzazione del PSOE.

Alberto Garzón, leader di Izquierda Unida, l’ex Partito Comunista Spagnolo ora parte della coalizione Unidas Podemos, si è congratulato tramite il suo account Twitter per l’accordo raggiunto: “Oggi è un giorno di festa”, ha detto.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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