L’Iran supera i limiti dell’accordo, l’Europa invita a retrocedere

Pubblicato il 12 novembre 2019 alle 10:25 in Europa Iran

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) ha dichiarato che l’Iran ha nuovamente superato i limiti stabiliti in diverse clausole dell’accordo sul nucleare.

Nella dichiarazione, giunta lunedì 11 novembre attraverso un comunicato, viene specificato che le violazioni riguardano il livello di arricchimento di uranio, le scorte di uranio arricchito e la presenza di centrifughe di tipo avanzato. Nello specifico, è stato chiarito che l’Iran ha raggiunto il livello di purezza del 4.5%, rispetto al limite pari a 3.67%, stabilito dall’accordo.

In risposta alle ultime mosse di Teheran, i ministri degli Esteri dell’Unione Europea, a seguito di un incontro tenutosi l’11 novembre, hanno rilasciato una dichiarazione in cui invitano l’Iran a tornare indietro sui propri passi e a rispettare i propri impegni circa l’accordo sul nucleare. Quest’ultimo, a detta dell’Europa, riveste una notevole importanza nel salvaguardare la sicurezza a livello europeo e regionale.

In particolare, Germania, Francia e Regno Unito hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui è stata espressa preoccupazione circa la decisione di riavviare le procedure di arricchimento presso l’impianto di Fordow. Pertanto, i tre Paesi hanno esortato Teheran a porre fine a tutte le misure che violano l’accordo, sottolineando che l’arricchimento di Fordow potrebbe portare a gravi conseguenze. “Siamo pronti a riconsiderare tutti i meccanismi dell’accordo sul nucleare, incluso quello relativo alla risoluzione delle controversie, per far sì che vengano risolte le questioni inerenti l’attuazione degli impegni da parte iraniana” è quanto affermato dai tre ministri degli Esteri e dall’Alto rappresentante dell’Unione Europea per la politica estera e di sicurezza, Federica Mogherini. Le parti europee si sono altresì dette disponibili a continuare a profondere sforzi diplomatici per portare pace e sicurezza in Medio Oriente e a livello internazionale.

Nel rapporto dell’11 novembre, l’AIEA ha rivelato di aver trovato tracce di uranio naturale in un sito in Iran non dichiarato all’agenzia ed ha evidenziato che Teheran ha installato nuove centrifughe sofisticate non previste nell’accordo, tra cui quelle di tipo IR-8B, IR-9, IR-S e IR-6SMO. Inoltre, l’attuale scorta di uranio arricchito raggiunge i 551 kg, mentre il limite stabilito con le potenze internazionali era di 300 kg.

È del 9 novembre l’annuncio con cui l’Iran ha affermato di aver arricchito l’uranio del 5 %, dopo una serie di mosse che hanno visto il Paese adempiere sempre meno all’accordo. Il 7 novembre, l’Agenzia iraniana per l’Energia atomica aveva reso noto che Teheran aveva dato inizio alle procedure di arricchimento dell’uranio presso l’impianto sotterraneo di Fordow. Come specificato anche dal presidente iraniano, Hassan Rouhani, si è trattato della quarta mossa verso una graduale riduzione degli impegni.

 Il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA) è un accordo firmato il 14 luglio 2015 da Iran, Germania ed i 5 membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu, ovvero Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina, con cui si prevedeva la sospensione di tutte le sanzioni nucleari imposte precedentemente contro l’Iran dall’Unione Europea, dall’Onu e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale e ispezioni dell’AIEA presso gli impianti iraniani. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si è ritirato da tale intesa unilateralmente l’8 maggio 2018, imponendo nuovamente sanzioni contro Teheran, e causando una frattura più profonda nei loro rapporti.

Circa Fordow, Teheran si era detta concorde a rendere l’impianto un centro per la produzione di isotopi stabili, da applicare nell’industria, nell’agricoltura e in campo medico. L’impianto era stato tenuto nascosto dall’Iran fino a quando non è stato scoperto dagli ispettori delle Nazioni Unite nel 2009 e Washington l’ha sempre considerato una struttura segreta progettata per produrre una quantità di uranio sufficiente a fabbricare una o due armi nucleari all’anno.

Da parte europea si è cercato, a più riprese, di salvare l’accordo. Non da ultimo, il 2 settembre scorso, nel corso di una riunione tenutasi a Parigi con una delegazione iraniana, la Francia ha offerto all’Iran una linea di credito dal valore di 15 miliardi di dollari, in cambio del completo rispetto dell’accordo del nucleare. Nonostante l’opposizione da parte degli Stati Uniti, Parigi avrebbe voluto contribuire ad alleviare le conseguenze negative per l’economia iraniana, derivanti dall’imposizione delle sanzioni statunitensi, e garantendo entrate petrolifere.

 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.