Hillary Clinton: Londra non pubblica il report sulla Russia? “Vergognoso”

Pubblicato il 12 novembre 2019 alle 11:10 in UK USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’ex candidata alle presidenziali americane, Hillary Clinton, ha dichiarato che la decisione del governo inglese di non pubblicare il dossier sull’interferenza della Russia nella politica britannica è “inspiegabile e vergognosa”.

È quanto emerso nel corso di una intervista rilasciata da Clinton alla BBC, la quale ha ricordato che il dossier in questione ha ottenuto il permesso per la pubblicazione da parte delle autorità di intelligence, ma non verrà reso pubblico prima delle elezioni del 12 dicembre. Da parte sua, Downing Street nega le accuse secondo cui il governo stia tentando di nascondere il contenuto del dossier.

A tale riguardo, però, la signora Clinton ha espresso il proprio rammarico, dovuto all’importanza data alla presa di coscienza degli elettori del contenuto del report prima che questi vengano chiamati alle urne.

Il documento proviene dalla commissione parlamentare sull’intelligence e la sicurezza di Londra e contiene 50 pagine di analisi sulle accuse rivolte al Cremlino sulla possibile campagna portata avanti per distorcere il risultato del referendum del 2016 sull’abbandono dell’Unione Europea da parte del Regno Unito.

Secondo quanto ricostruito dal Guardian, la commissione parlamentare ha esaminato all’interno del report le accuse in merito al denaro che la Russia ha inviato ai partiti politici inglesi, soprattutto al Partito conservatore. Parallelamente, sono state anche analizzate e verificate le accuse in merito alla campagna di interferenza lanciata da Mosca a supporto della Brexit in occasione del referendum del 2016.

Downing Street, però, aveva deciso di non svelare i contenuti al pubblico almeno fino a quando non si terranno le elezioni parlamentari. Ciò deriva, secondo quanto dichiarato da un portavoce del governo, dal fatto che data l’importanza dei suoi contenuti, il report debba essere sottoposto a un ben preciso iter, il quale prevede circa 6 settimane di tempo prima che ne venga autorizzata la pubblicazione. Tuttavia, il presidente della commissione, Dominic Grieve, aveva contrastato quanto sostenuto dal governo, dichiarando che la legge prevede che il premier, nel caso in cui abbia motivazioni valide per la mancata pubblicazione di un report, debba presentare, entro 10 giorni dalla ricezione del documento, le proprie considerazioni in merito. Secondo quanto reso noto, però, il dossier sulla Russia, al quale la commissione lavorava da 18 mesi, era stato presentato al governo lo scorso 17 ottobre.

Nel commentare tale vicenda, Hillary Clinton ha dichiarato di essere rimasta “senza parole” per via dell’atteggiamento del governo inglese, il quale, secondo l’ex candidata presidente, dovrebbe rilasciare il dossier “in via assoluta”.

Secondo quanto ricostruito dalla stessa Clinton, gli Stati Uniti si sono dovuti confrontare con una vicenda simile nel 2016, quando lei stessa è stata sconfitta dall’attuale presidente, Donald Trump, il quale era sotto indagine, insieme al suo team, per le loro connessioni con la Russia. Gli elettori americani, però, non ne erano stati messi a conoscenza prima delle elezioni. Tuttavia, ha dichiarato Clinton, non vi sono dubbi sul ruolo svolto dalla Russia nelle elezioni americane del 2016, un ruolo che a detta dell’ex candidata, Mosca continua a svolgere.

Per tale ragione, secondo Clinton, occorre evitare che una tale situazione si replichi anche nel Regno Unito, motivo per cui, qualsiasi sia il contenuto del report in possesso del governo, i cittadini, andando al voto tra un mese, devono essere messi nelle condizioni di conoscere la verità. Ciò, ha sottolineato Clinton, si rafforza ulteriormente dal fatto che, in caso di mancata fonte di preoccupazione per il governo, il dossier sarebbe già stato reso pubblico.

La consultazione popolare del 2016 avvenuta nel Regno Unito sull’uscita dall’Unione Europea aveva diviso la Gran Bretagna in due. Il 52 percento del Paese era risultato favorevole alla Brexit, mentre il 48 percento si era detto contrario. Dopo il voto, le difficoltà nel negoziare un accordo di uscita stanno tutt’ora paralizzando il sistema politico e, dopo aver ottenuto una proroga da Bruxelles al 31 gennaio, con possibilità di abbandono del blocco comunitario il giorno stesso della ratifica dell’accordo, Londra andrà ad elezioni il prossimo 12 dicembre, nel clima meno prevedibile dell’ultima generazione.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Jasmine Ceremigna

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.