Trump e l’impeachment: gli ultimi aggiornamenti

Pubblicato il 11 novembre 2019 alle 13:25 in USA e Canada Ucraina

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Per la quarta volta nella storia degli Stati Uniti, la Camera dei Rappresentanti ha dato il via a una inchiesta per la messa in stato d’accusa del presidente.

Con tale inchiesta, le commissioni parlamentari saranno chiamate a decidere se il presidente in carica, Donald Trump, ha commesso il reato di abuso di ufficio, chiedendo all’Ucraina di indagare sulla famiglia del suo rivale politico, Joe Biden, e sulle elezioni presidenziali americane del 2016. Il tutto, mentre la Casa Bianca ritirava gli aiuti militari che dal 2014 concede a Kiev, il suo alleato al confine Est con la Russia.

Nel corso della settimana corrente, gli statunitensi scopriranno qualcosa in più sullo stato di avanzamento dell’inchiesta di impeachment, la quale verrà resa pubblica e trasmessa in diretta televisiva.

Ma secondo quanto riportato da The Associated Press, quello che ancora non risulta chiaro è cosa effettivamente verrà mostrato dei due giorni di interrogazione parlamentare, ovvero mercoledì 13 e venerdì 15 novembre, quando il capo della commissione parlamentare Intelligence, Adam Schiff, deputato del distretto della California, parteciperà ai lavori.

A tale riguardo, il deputato repubblicano del distretto del Connecticut, Jim Himes, ha dichiarato, domenica 10 novembre, che ciò che i cittadini avranno modo di vedere e ascoltare sarà il racconto, “immensamente patriottico e splendidamente articolato”, della storia di un presidente che “ha ricattato un Paese vulnerabile bloccando gli aiuti militari”.

A testimoniare dinanzi a Schiff vi saranno 3 funzionari del Dipartimento di Stato, Bill Taylor, George Kent e Marie “Masha” Yovanovitch. Il primo, Taylor, è un veterano della guerra in Vietnam che ha trascorso circa 50 anni da impiegato pubblico.

Tutti e 3 i testimoni hanno già rilasciato le proprie dichiarazioni nell’inchiesta a porte chiuse, ignorando le istruzioni della Casa Bianca, la quale aveva richiesto ai propri funzionari di non prestarsi a tale inchiesta. Tuttavia, riporta The Associated Press, i 3 funzionari stanno già fornendo un resoconto consistente della condotta dell’Amministrazione Trump.

Oltre ai 3 testimoni, però, i Repubblicani, alleati di Trump, vorrebbero avere l’occasione di sottoporre a udienza parlamentare anche altri soggetti, tra cui il figlio di Biden, Hunter, e l’informatore anonimo del governo che ha causato l’avvio dell’inchiesta sulla messa in stato di accusa. I Democratici, tuttavia, i quali detengono la maggioranza al Parlamento, difficilmente andranno incontro alle richieste degli alleati di Trump.

Gli attacchi dei Repubblicani si sono concentrati fino ad ora nei riguardi del Parlamento. Ciò deriva dal fatto che siano in molti a voler conoscere l’identità dell’informatore anonimo del governo. A tale riguardo, il senatore Lindsey Graham, rappresentante della Carolina del Sud, ha dichiarato di ritenere “nulla” la messa in stato di accusa di un presidente da parte di un Parlamento che non rivela l’identità dell’informatore, senza le cui informazioni l’inchiesta non sarebbe partita.

Già negli scorsi giorni, i Repubblicani hanno cercato di difendere il loro presidente, ma i Democratici hanno reputato tali tentativi quali gesta retoriche per gli elettori, anziché argomentazioni a favore del presidente. Entrambi gli schieramenti politici, sottolinea The Associated Press, intendono cercare di persuadere gli elettori statunitensi.

Da parte sua, il presidente Trump ribadisce di non aver commesso il reato di abuso di ufficio, sottolineando di non aver effettuato “niente di errato” e che la telefonata con il presidente ucraino, Volodymyr Zelenskiy, è stata “perfetta”.

Il caso per l’impeachment contro Trump parte da una presunta richiesta, fatta dal presidente americano al suo omologo ucraino, di raccogliere informazioni su Hunter Burden, figlio del rivale politico di Trump, Joe Biden, che il presidente intende screditare in vista delle elezioni presidenziali del 2020. Tale richiesta, secondo l’accusa, è stata avanzata durante un colloquio telefonico, avvenuto il 25 luglio 2019, tra Trump e Zelenskiy. Successivamente, nel mese di agosto, un agente dell’intelligence di Washington aveva già denunciato tale abuso da parte di Trump. Una versione non classificata di tale denuncia è stata resa pubblica il 26 settembre e riferisce che nel corso della telefonata con Zelenskiy, Trump ha avanzato richieste che esulano dai propri doveri e poteri. 

Secondo quanto ricostruito dal Washington Post, Hunter Biden è stato per 5 anni nel consiglio di amministrazione di Burisma, un’azienda ucraina che opera nel settore del gas naturale. Il proprietario di Burisma era stato posto sotto processo dai magistrati ucraini con le accuse di abuso di potere e arricchimento illecito. Nel corso delle indagini, non era emersa alcuna prova contro Hunter Biden, ma le ricerche contro il proprietario della Burisma procedevano lentamente. Per tale ragione, Joe Biden aveva cercato di rimuovere dall’incarico il procuratore capo ucraino, accusato dai funzionari occidentali di non indagare a sufficienza sui casi di corruzione. Trump ha ammesso di aver citato Biden durante la telefonata, ma nega di aver effettuato pressioni su Zelenskiy per indagare sul figlio del suo rivale politico. 

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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