L’ONU vota contro l’embargo a Cuba

Pubblicato il 11 novembre 2019 alle 6:10 in America centrale e Caraibi Cuba

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L’Assamblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato oggi una risoluzione con l’intento di rimuovere l’embargo a Cuba.

Il documento sottoposto al voto è stato nominato “La necessità di togliere il blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d’America contro Cuba”.

A favore dell’adozione della risoluzione hanno votato 187 paesi. Soltanto 3 i voti contrari, ossia quelli di USA, Israele e Brasile, mentre la Colombia e l’Ucraina si sono astenuti. Per il Brasile si è trattata della prima volta di un voto contro questa risoluzione.

La risoluzione dichiara che l’Assemblea Generale si dice preoccupata per la continua adozione e applicazione da parte di paesi membri delle Nazioni Unite di leggi e misure che pregiudicano la crescita economica dell’Isola, come la legge adottata il 12 marzo del 1996 nota come Helms-Burton Act.

Il ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodríguez Parilla, presentando il documento, ha dichiarato che l’ammontare dei danni in 57 anni di embargo ha superato i 922 miliardi di dollari. “In tutti questi anni, il blocco economico è rimasto il principale ostacolo alle aspirazioni del nostro popolo e allo sviluppo economico del nostro Paese”, ha affermato il ministro.

Gli autori del testo esortano i paesi a rispettare gli obblighi nel quadro dello Statuto delle Nazioni Unite e del diritto internazionale, che prevedono in particolar modo la libertà di commercio e di navigazione.

La rappresentante degli Stati Uniti presso l’ONU, Kelly Craft, ha dichiarato che il voto di giovedì 7 novembre è intollerabile ed è stato “un’esercizio in ipocrisia”. “I rappresentanti di Cuba fingono di essere vittime dinanzi alla comunità internazionale, mentre sono le loro stesse azioni a rendere vittima il popolo cubano”, ha replicato la diplomatica americana.

La rottura ufficiale dei legami dipomatici tra Stati Uniti e Cuba risale al 1961, a seguito del triondo della Rivoluzione e della conseguente nazionalizzazione della proprietà americana sull’Isola. Come conseguenza a tali azioni Washington introdusse l’embargo commerciale ed economico contro l’isola caraibica che, ad oggi, rimane ancora in vigore.

La legge Helms-Burton del 1996 prevedeva l’estensione delle restrizioni economiche non solo a Cuba ma anche alle società straniere che collaborano con le autorità locali ed operano con le proprietà sequestrate ai cittadini statunitensi dopo la Rivoluzioe. 


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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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