Giordania: recuperati territori da Israele dopo 25 anni

Pubblicato il 11 novembre 2019 alle 15:41 in Giordania Israele

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Dopo 25 anni, la Giordania ha reclamato da Israele porzioni di territori che erano stati concessi in affitto nel 1994.

In particolare, si tratta delle enclavi di Naharayim, nome israeliano per l’arabo Baqoura, nella Valle del Giordano, e di Ghumar, nell’area di Arabah. Con il trattato di pace del 26 ottobre 1994, la Giordania aveva concesso a Israele, tra le diverse clausole, di accedere a tali territori, dando la possibilità ad agricoltori israeliani di usufruirne per i 25 anni successivi. Salvo disposizioni da parte giordana ad un anno dalla scadenza, la clausola sarebbe stata rinnovata automaticamente.

La mossa della Giordania è giunta domenica 10 novembre, su ordinanza del monarca del Regno hashemita, il re Abdullah II, che già nel 2018 aveva deciso di non rinnovare la concessione. Da domenica, le autorità giordane hanno impedito agli israeliani di accedere nei suddetti territori.  

Secondo quanto riportato dal Ministero degli Esteri, Amman continuerà a rispettare i diritti di proprietà privata degli israeliani nell’area di Baqoura e consentirà agli agricoltori israeliani dell’area di Ghumar di raccogliere ciò che è stato piantato prima della decisione. Il presidente del consiglio regionale israeliano di Arabah, Idan Grunbaum, ha affermato che il cambiamento interesserà le comunità agricole di entrambe le aree, che lavorano in queste terre da circa 70 anni e che sentono che Israele li ha abbandonati.

Il trattato di pace di Wadi Araba del 1994 aveva posto inizialmente le basi per la pace dopo decenni di guerra tra Giordania e Israele. Tuttavia, non è stato mai completamente accettato dal popolo giordano, che continua a considerare Israele un nemico. La popolazione del regno hashemita è costituita da circa il 70% di palestinesi, discendenti di coloro giunti nel Paese durante la dominazione hashemita della Cisgiordania, dal 1948 al 1967, e dei profughi dei numerosi conflitti israelo-palestinesi avvenuti dal secondo dopoguerra a oggi. Inoltre, Amman sostiene la costituzione di uno Stato palestinese e, anche per tale ragione, sin dalla firma dell’accordo, le relazioni con i propri vicini israeliani sono state tese.

La Giordania è l’unico paese arabo in Medio Oriente ad avere firmato un trattato di pace con Israele, quello del 1994, che ha normalizzato le relazioni tra i due Paesi. Il patto ha fatto seguito a due conflitti. Il primo risale al 1948 e portò allo stanziamento di Israele nelle aree occidentali della Palestina, mentre la Giordania prese il controllo delle zone orientali palestinesi. Il secondo conflitto è del 1967 e risultò nella sconfitta della Giordania, con il conseguente ritiro da Gerusalemme Est e dalla Cisgiordania, pur continuando a mantenere la sovranità in questi territori. In tale quadro, la conquista di Baqoura da parte di Israele è del 1948 mentre quella di Ghumar è del 1967. Entrambe le aree, nel corso di questi 25 anni, sono state impiegate per fini agricoli e turistici.

Il 5 dicembre 2017, il re Abdullah II aveva messo in guardia il presidente della Casa Bianca, Donald Trump, dal trasferimento dell’ambasciata statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme e dal riconoscimento della Città Santa come capitale di Israele. Secondo il trattato di pace del 1994, la corona giordana è anch’essa protettrice dei luoghi santi di Gerusalemme ma, al di là di ciò, la decisione americana era stata considerata un tradimento allo stesso accordo ed un pericolo per la stabilità della regione.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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