Egitto: attacco a Nord del Cairo, 3 poliziotti uccisi

Pubblicato il 11 novembre 2019 alle 13:37 in Africa Egitto

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In Egitto, 3 uomini della polizia sono stati uccisi e diversi sono rimasti feriti in seguito all’attacco di un gruppo armato, non identificato, contro un checkpoint del Ministero dell’Interno nel villaggio di Kafr al-Hasafa, a Nord del Cairo. Alcuni testimoni locali hanno riferito di aver visto gli aggressori aprire il fuoco e fuggire immediatamente. L’area è stata subito messa sotto sicurezza dopo l’arrivo degli agenti e l’inizio delle procedure di ricerca dei fuggitivi. Anche un’inchiesta è stata avviata ed è tuttora in corso, secondo quanto riportato dal pubblico ministero.

Il 18 settembre, la polizia egiziana aveva ucciso 9 sospetti militanti in due sparatorie separate, avvenute nella capitale. Le vittime erano sospettate di far parte dell’organizzazione dei Fratelli Musulmani, considerati terroristi dalle autorità del Cairo. La dichiarazione del Ministero dell’interno riferiva che gli scontri erano scoppiati nel distretto nordorientale di Obour e in quello meridionale di Helwan quando la polizia aveva tentato di arrestare i sospettati. Sul luogo dell’arresto, erano stati trovati anche fucili e munizioni. Il Ministero ha ritenuto che i militanti facessero parte della Brigata Rivoluzione, una fazione dei Fratelli Musulmani che prende frequentemente di mira gli agenti di sicurezza egiziani nei suoi attacchi. In più, nella stessa giornata, l’organizzazione di Wilayat Sinai, affiliata dell’ISIS, aveva colpito diverse postazioni dell’esercito egiziano situate nella città di Sheikh Zuweid, nel governatorato del Sinai del Nord. L’attacco aveva provocato 2 morti e 8 feriti tra i membri delle forze del Cairo. Tra i feriti vi era anche un ufficiale dell’esercito. Il Sinai del Nord, zona di congiunzione tra i continenti africano e asiatico, è teatro, da anni, di operazioni militari delle forze di sicurezza. 

Le insurrezioni nella regione del Sinai del Nord si sono intensificate dopo la cacciata dell’ex presidente islamista Mohamed Morsi, il 3 luglio 2013. Da allora, centinaia di poliziotti e soldati sono stati uccisi negli attacchi dei militanti. L’esercito egiziano ha lanciato una campagna nel Sinai, chiamata Comprehensive Operation – Sinai, il 9 febbraio 2018, con l’obiettivo di intensificare i controlli nella regione e contrastare i ribelli islamisti e le altre attività criminali che compromettono la sicurezza e la stabilità del Paese. Secondo dati ufficiali, sono 60 soldati egiziani uccisi da febbraio 2018.

Tra luglio 2013 e luglio 2018, l’Organizzazione Araba per i Diritti Umani ha documentato la morte di 4.441 civili nel Sinai, tra cui 4,093 persone che, a detta dell’esercito, sono decedute negli scontri con le forze di sicurezza. Per la restante parte, si è trattato di attacchi indiscriminati, su cui non è stata aperta alcuna indagine.

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Chiara Gentili

di Redazione

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