Nuovi progressi per la fine della guerra commerciale tra Cina e USA

Pubblicato il 9 novembre 2019 alle 7:00 in Cina USA e Canada

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Pechino e Washington hanno concordato di ridurre alcune tariffe reciproche sui beni commerciali, mentre continuano i progressi per porre fine alla guerra commerciale tra i due Paesi. 

La notizia è stata riferita da un portavoce cinese e l’accordo è stato raggiunto durante i colloqui tra le delegazioni cinesi e statunitensi, impegnate nell’elaborazione di un accordo di “Fase 1”, che era stato annunciato il 12 ottobre. I negoziatori hanno concordato una “cancellazione graduale” degli aumenti delle tariffe, ha affermato un portavoce del ministero del Commercio, Gao Feng. “Se le due parti raggiungono un accordo di Fase 1, in base al contenuto di tale accordo, le tariffe già aumentate dovrebbero essere annullate”, ha aggiunto Gao in una conferenza stampa. Per quanto riguarda l’entità delle riduzioni, il portavoce cinese ha affermato che dipenderà dall’accordo.

L’accordo del 12 ottobre è stato accolto come un segno di progresso verso la fine della guerra commerciale, ma i progressi sono ancora limitati. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha accettato di posticipare un aumento delle tariffe e ha dichiarato che la Cina ha accettato di acquistare fino a 50 miliardi di dollari in beni agricoli americani. Pechino deve ancora confermare l’entità del suo impegno. Secondo i rapporti di Pechino, la Cina vuole la soppressione delle tariffe del 15% imposte su 125 miliardi di dollari di importazioni cinesi prima di prendere un impegno formale. Non è chiaro se Trump sia d’accordo e questo ha sollevato la possibilità di un’altra interruzione dei negoziati.

Le importazioni cinesi di soia americana e altri beni sono crollate del 26,4 per cento nei primi 9 mesi del 2019 a seguito di aumenti delle tariffe. L’accordo del 12 ottobre ha contribuito a mitigare i nervosismi dei mercati finanziari, ma le due parti non hanno ancora segnalato i progressi su importanti disaccordi tra le due potenze commerciali. Trump e il presidente cinese, Xi Jinping, avrebbero dovuto incontrarsi alla riunione dei leader dell’area Asia-Pacifico in Cile, ma l’evento è stato cancellato a causa delle proteste. Tuttavia, i funzionari degli Stati Uniti affermano che i due governi stanno cercando un posto diverso dove tenere l’incontro.

Wilbur Ross, segretario al Commercio degli Stati Uniti, ha dichiarato che qualsiasi accordo di “Fase 1” sarebbe generale e riguarderebbe il commercio in aree specifiche come la soia e il gas naturale liquefatto. Argomenti più complicati verranno affrontati nei negoziati successivi, ha affermato Ross. La guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti è cominciata il 23 marzo 2018, quando Washington ha imposto dazi del 25% e del 10% sulle importazioni rispettivamente di acciaio e alluminio. Tale decisione ha direttamente colpito la Cina. Lo stesso giorno, Trump ha annunciato un piano di tariffe e sanzioni commerciali sui beni importati per un valore stimato intorno ai 60 miliardi di dollari. Pechino ha risposto il giorno seguente, annunciando tasse nei confronti di 128 prodotti americani per un valore di 3 miliardi di dollari. Il 6 luglio 2018 gli Usa hanno imposto dazi addizionali del 25% su altri prodotti cinesi, per un valore di altri 34 miliardi di dollari, dando avvio, secondo Pechino, alla “più grande guerra commerciale della storia economica”.

Un’ulteriore trance di tariffe è stata implementata da entrambi i Paesi alla mezzanotte del 23 agosto 2018, tariffe del 25% su beni dal valore complessivo di altri 16 miliardi di dollari. Le tariffe americane si applicavano a 279 categorie di prodotti cinesi, inclusi prodotti chimici, attrezzature ferroviarie, materie plastiche e semiconduttori. Quelle cinesi, invece, sono dirette contro 333 categorie di prodotti americani, tra cui carbone, rame, prodotti in acciaio, combustibili e attrezzature mediche. Oggi dopo più di un anno di guerra commerciale, i dazi americani sono arrivati a colpire quasi la totalità dei prodotti cinesi esportati negli Stati Uniti.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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