Libano: appello del Gran Mufti a esaudire richieste dei manifestanti

Pubblicato il 9 novembre 2019 alle 13:12 in Libano Medio Oriente

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Il Gran Mufti libanese, la massima autorità religiosa per i musulmani sunniti, ha lanciato un appello, sabato 9 novembre, affinché si crei in fretta un nuovo governo tecnico di emergenza e si esaudiscano le richieste dei manifestanti in protesta.

Durante un discorso andato in onda sulla TV nazionale in occasione del compleanno del profeta Maometto, il Gran Mufti libanese, Sheikh Abdul Latif Derian, ha affermato: “È giunto il momento di soddisfare le richieste della gente e il libero arbitrio nazionale che trascende sette, partiti politici e regioni”. “È giunto il momento ed è opportuno, dopo questo campanello d’allarme nazionale, che inizi il processo di riforma e che coloro che sono al potere formino un governo di emergenza composto da persone competenti, senza indugio”, ha affermato Derian. È tempo “di procedere immediatamente alla realizzazione del pacchetto di riforme preparato dal Primo Ministro Hariri per risolvere i problemi del Paese”, ha aggiunto.

Il patriarca maronita Bechara Boutros Al-Rai, la principale autorità religiosa cristiana del Libano, ha anche chiesto un cambio di governo per includere tecnocrati qualificati.

Il Paese è in tumulto politico ed economico dopo tre settimane di proteste a livello nazionale che hanno costretto il Primo Ministro, Saad al-Hariri, a dimettersi la scorsa settimana. Prima di dimettersi, Hariri ha concordato un pacchetto di riforme con i partner del governo di coalizione volte ad alleviare una crisi economica che ha scatenato le proteste senza precedenti contro l’élite settaria al potere. I piani includevano una riduzione del 50% degli stipendi degli attuali e degli ex funzionari e 3,3 miliardi di dollari in contributi delle banche per raggiungere un “deficit quasi zero” per il bilancio 2020. Ma i politici libanesi devono ancora compiere progressi verso l’accordo di un nuovo governo in sostituzione di uno che è stato rovesciato.

Il sistema di condivisione del potere del Paese si basa su 18 sette religiose riconosciute e risale al dominio coloniale francese. Assegna posti per ciascuna delle comunità del Paese, formando la base dei suoi principali partiti politici e creando un delicato equilibrio tra cristiani, sunniti e musulmani sciiti e altri gruppi.

 

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Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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