Turchia lancia l’operazione Kiran-5 nell’Est del Paese

Pubblicato il 8 novembre 2019 alle 15:42 in Medio Oriente Turchia

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Il Ministero degli Interni della Turchia ha annunciato l’inizio di un’operazione, nota come Kiran-5, nella parte orientale del Paese. 

La notizia è stata resa pubblica l’8 novembre e l’operazione impiegherà 2.625 persone e 179 unità. La dichiarazione afferma che la missione sarà condotta nelle campagne di Diyarbakir, Bingol e Mus per neutralizzare “i terroristi” presenti nella regione. Secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa turca, Anadolu, oltre 400 membri del Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK) sono stati “neutralizzati” nel Nord dell’Iraq negli ultimi 4 mesi. Le autorità turche usano l’espressione “neutralizzato” per indicare che i terroristi in questione si sono arresi o sono stati uccisi o catturati. 

I militanti del PKK, attivi sin dagli anni 80 contro la Turchia, sono basati soprattutto nell’Iraq del Nord, nella regione Qandil, a Sud di Hakurk e a Nord di Erbil. Il PKK opera in Turchia, nel Nord dell’Iraq, ma ha anche una sezione iraniana, il Kurdistan Free Life Party (PJAK), che ha combattuto a fianco di Teheran in numerose occasioni, fin dal 2004. L’insorgenza del PKK ha avuto inizio in Turchia nel 1984, e da allora sono state uccise, tra le guerriglie e gli scontri, oltre 40mila persone. Sia Ankara, sia l’Unione Europea e gli Stati Uniti considerano il partito un’organizzazione terroristica.

Secondo il Ministero dell’Interno turco, il PKK ha sfruttato le elezioni amministrative dello scorso marzo per far giungere al potere sindaci da controllare facilmente una volta eletti, in modo da incrementare il sostegno all’organizzazione e ha portato avanti una vasta campagna di arresti. Da parte sua, il Partito democratico del popolo pro-curdo (HDP), che ha avuto buoni risultati durante le elezioni municipali, ha dichiarato che le detenzioni sono avvenute sulla base di un mandato “fondato su menzogne e motivazioni illecite”. Quanto accaduto, secondo l’HDP, “è un nuovo ed evidente golpe, nonché una chiara presa di posizione da parte del governo contro la volontà politica della minoranza curda”.  

La Turchia descrive tutte le forze curde  come “organizzazioni terroristiche” a causa di legami con il PKK. Quest’ultimo, da decenni, ha condotto una campagna armata per raggiungere l’autonomia in Turchia ed è considerato un’organizzazione illegale da Ankara. L’operazione in Turchia, lanciata il 9 ottobre nel Nord-Est della Siria, secondo Erdogan, era necessaria per salvaguardare la sicurezza turca contro i militanti curdi. Questa ha colpito le Syrian Democratic Forces (SDF), guidate dalle Unità di Protezione del Popolo curdo (YPG), sono state il principale alleato degli Stati Uniti nella lotta contro lo Stato Islamico in Siria. Tuttavia, negli ultimi anni, erano riuscite ad ampliare il proprio controllo nelle zone settentrionali ed orientali della Siria, fino ad occupare una vasta area che si estende per 480 km dal fiume Eufrate al confine con l’Iraq. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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