Regno Unito: in vista delle elezioni, sorge la prima alleanza

Pubblicato il 8 novembre 2019 alle 6:21 in Europa UK

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Il partito dei Liberal Democrats, i Plaid Cymru e i Verdi hanno siglato un’alleanza in occasione del voto in Inghilterra e nel Galles per le prossime elezioni generali del 12 dicembre.

È quanto rivelato, giovedì 7 novembre, dal Guardian, il quale ha altresì annunciato che l’alleanza, dal nome “Uniti per rimanere”, conta di ottenere almeno 44 dei 60 posti in Parlamento che vengono decisi dai 60 collegi elettorali coinvolti dalla lista. Tale valutazione, secondo quanto dichiarato da un esperto in materia di elezioni e dirigente di “Uniti per rimanere”, Peter Dunphy, è il risultato di un ampio spettro di dati, tra cui anche i più recenti sondaggi nazionali, ma anche gli ultimi risultati alle elezioni regionali ed europee.

Nello specifico, il patto prevede che agli elettori venga data una sola opzione per votare un partito che si batte per rimanere nell’Unione Europea. Con tale premessa, i tre partiti hanno deciso di non farsi concorrenza l’un l’altro nei 60 collegi elettorali. Ciò farà sì che i liberaldemocratici si candideranno in 43 collegi, i Verdi in altri 10 e i Plaid Cymru nei rimanenti 7.

Da parte sua, la leader dell’alleanza, e precedentemente membro del partito dei liberaldemocratici, Heidi Allen, deputato del Cambridgeshire del Sud, ha dichiarato che l’accordo raggiunto dai tre partiti non ha precedenti nella storia della politica inglese. Con tale accordo, Allen ha sottolineato l’intenzione degli alleati di mettere gli interessi di partito da parte, per favorire la scelta di rimanere nell’Unione Europea.

La leader dell’Unione ha altresì dichiarato che il patto consentirà ai tre partiti di eleggere un numero maggiore di deputati, ma secondo quanto dichiarato dal professore Sir John Curtice, definito dal Guardian principale esperto di elezioni del Paese, ha dichiarato di ritenere che il Patto non cambierà il risultato di oltre 6 posti in Parlamento.

Non vi sarà quindi, secondo il professore, grande differenza rispetto a un’eventuale candidatura classica dei tre partiti, in competizione tra loro, dal momento che già un terzo dei posti in Parlamento è assegnato a uno dei tre partiti ora uniti o al partito laburista, anch’esso promotore della permanenza nel blocco comunitario.

Le elezioni generali si terranno nel Regno Unito il prossimo 12 dicembre, dopo che Westminster, al quarto voto al Parlamento, ha ufficializzato, il 29 ottobre, che i parlamentari inglesi avevano votato a favore di una nuova tornata di elezioni generali.

La decisione era arrivata con 438 voti a favore e solo 20 contrari. Ad aver cambiato le sorti era stata la dichiarazione del leader dell’opposizione, Jeremy Corbyn, inizialmente fortemente contrario alle elezioni, il quale aveva annunciato, martedì 29 settembre, che il partito laburista avrebbe sostenuto le elezioni in quanto “occasione unica per trasformare il Paese”. Anche il leader liberaldemocratico, Jo Swinson, aveva dichiarato che le elezioni saranno “l’occasione migliore per eleggere un governo in grado di fermare la Brexit”.

Contrariamente ai laburisti, però, il partito liberaldemocratico e il partito nazionale scozzese si erano astenuti, sebbene grandi sostenitori delle elezioni, in quanto la data da loro proposta per andare alle urne, il 9 dicembre, era stata precedentemente rigettata.

Corbyn ha già dato il via alla propria campagna, facendo appello agli elettori affinché allontanino i conservatori di Johnson, il quale invece aveva dichiarato di ritenere necessario un parlamento nuovo e rivitalizzato, per portare il Regno Unito fuori dal blocco comunitario.

Il principale tema che verrà dibattuto durante la campagna elettorale sarà la Brexit, dopo che Johnson, commenta il Guardian, non ha rispettato la sua promessa di uscire entro il 31 ottobre “a costo di morire”. Da un lato, i conservatori si batteranno per portare a termine la Brexit secondo l’accordo negoziato da Johnson. Dall’altro, i laburisti spingeranno per ottenere un secondo referendum e lasciare al popolo la facoltà di scegliere e risolvere la questione con Bruxelles.

Il partito della Brexit, inoltre, insisterà sull’uscire dall’UE senza un accordo, mentre i liberaldemocratici cercheranno di raccogliere i consensi dei laburisti incerti battendosi per la rimozione del backstop, la clausola dell’accordo di recesso negoziata dall’ex premier, Theresa May, fortemente contrastata dall’attuale governo, ma fortemente sostenuta dall’Unione Europea.

Le elezioni giungono quindi, commenta il Guardian, in un momento caratterizzato da instabilità politica ed è per questo difficile fare una previsione. Secondo i sondaggi, i conservatori hanno circa 10 punti di vantaggio sui Laburisti e tale dato risulta in linea con la riluttanza di Corbyn ad anticipare le elezioni.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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