Libia: Italia svela i primi dettagli del nuovo Memorandum d’intesa

Pubblicato il 8 novembre 2019 alle 16:31 in Italia Libia

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Il ministro dell’Interno dell’Italia, Luciana Lamorgese, ha tenuto una relazione urgente alla Camera per aggiornare i parlamentari sul Memorandum tra Italia e Libia in materia di contrasto all’immigrazione clandestina e al traffico di migranti.

È quanto reso noto dal Ministero dell’Interno, il quale ha riportato l’informativa urgente alla Camera dei Deputati del ministro Lamorgese.

In apertura del suo intervento, il ministro dell’Interno in carica ha ricostruito il contesto in cui tale Memorandum era sorto, lo scorso 2 febbraio 2017, quando l’allora presidente del Consiglio pro tempore, Paolo Gentiloni, e il vertice del governo internazionalmente riconosciuto della Libia, Fayez Al-Sarraj, avevano raggiunto una intesa per cooperare nel contrasto all’immigrazione clandestina, al traffico di esseri umani e al contrabbando e per garantire la sicurezza delle frontiere.

In breve, con il “Memorandum d’intesa sulla cooperazione nel campo dello sviluppo, del contrasto all’immigrazione illegale, al traffico di esseri umani, al contrabbando e sul rafforzamento della sicurezza delle frontiere”, il quale dava attuazione al Trattato di Amicizia, Partenariato e Cooperazione firmato a Bengasi il 30 agosto 2008, l’Italia si impegnava a finanziare le infrastrutture di accoglienza e a fornire sostegno alle autorità per il contrasto all’immigrazione irregolare.

Tale accordo era sorto, nel 2017, in un contesto in cui l’Italia, secondo Lamorgese, fronteggiava una “fase molto complessa” dell’emergenza migratoria, fenomeno che caratterizzava la regione centrale del Mediterraneo già da tempo. Al momento della sua entrata in vigore, il Memorandum aveva ricevuto il sostegno dei Paesi dell’UE, i quali avevano formalizzato la propria approvazione all’interno della Dichiarazione di Malta del 3 febbraio 2017.

Ad oggi, a due anni e mezzo di distanza, si avvicina la scadenza del Memorandum, fissata al 2 febbraio 2020, motivo per cui i deputati italiani si sono interrogati sull’eventuale rinnovo dell’accordo. Già il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, tuttavia, aveva annunciato lo scorso 31 ottobre che il Memorandum sarebbe stato rinnovato e migliorato.

L’intesa raggiunta nel 2017, ha dichiarato Lamorgese, ha portato alla nascita di una commissione congiunta, la quale vede funzionari italiani e libici al lavoro per assicurare la cooperazione tecnica e garantire il controllo delle attività svolte.

In particolare, tali attività fanno riferimento al sostegno che l’Italia ha promesso alle istituzioni della Libia, con l’obiettivo di limitare le partenze dal Paese africano. Per raggiungere tale obiettivo, Italia e Libia hanno avviato programmi di sviluppo delle regioni di provenienza dei migranti, le quali sono state destinatarie di interventi nel settore delle infrastrutture, del sistema sanitario, dei trasporti, dell’energia e dell’istruzione.  

Tali misure, secondo quanto ricostruito da Lamorgese, si sono concretizzate grazie all’adozione di cinque principali strumenti di intervento: la cooperazione allo sviluppo, il Fondo per l’Africa, i finanziamenti del Trust Fund per l’Africa dell’UE, il ponte della solidarietà e le attività di Ministero dell’Interno, Guardi di Finanza e Guardia costiera, i quali hanno anche fornito mezzi e materiali.

Il Memorandum ha inoltre consentito la presenza sul suolo libico di organizzazioni internazionali, quali l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) e l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), le quali svolgono attività di supporto ai migranti, sia al momento dello sbarco, sia nei centri di detenzione, sia in operazioni di evacuazione.

Dal momento della sigla del Memorandum, secondo quanto rivelato dal ministro dell’Interno, i flussi in partenza dalla Libia sono diminuiti del 97.2%, così come risulta minore il numero di vittime in mare nella rotta del Mediterraneo centrale, la quale vede la Libia come principale porto di partenza.

Tali risultati, ha dichiarato Lamorgese, si sono verificati anche grazie al contributo apportato dal Memorandum con l’Italia, del quale si deve inoltre riconoscere il ruolo che ha svolto nell’evitare “l’isolamento delle autorità libiche”, coinvolte in strategie congiunte per gestire il fenomeno migratorio. In tale ambito, soprattutto in riferimento al contrasto al traffico di esseri umani, ha annunciato Lamorgese, Roma è il principale partner di Tripoli.

Tuttavia, secondo il ministro, lo scenario presenta attualmente punti di criticità, tra cui la necessità di rafforzare le capacità delle autorità libiche, di stabilizzare il Paese e di migliorare le condizioni dei centri per migranti. Per quanto riguarda questo ultimo ambito, Lamorgese ha riconosciuto le attività dell’Italia a sostegno del miglioramento delle strutture e delle condizioni nei centri, soprattutto in riferimento all’assistenza sanitaria, psicologica e alla fornitura di beni di prima necessità.

In virtù di ciò, Lamorgese ha dichiarato di ritenere che vada ricercato un “punto di equilibrio” per consolidare i traguardi raggiunti e risolvere al tempo stesso le criticità. In tale contesto, va intensificato, secondo il ministro, il dialogo con l’Unione africana e i suoi Stati membri, così come va promosso un maggiore coinvolgimento dell’ONU, delle ONG e di altri Paesi.

Ma soprattutto, ha dichiarato il ministro, occorrerà migliorare le attività della commissione congiunta, nell’ottica di raggiungere 4 importanti risultati.

Il primo fa riferimento alle condizioni dei centri di detenzione dei migranti in Libia. Tali condizioni dovranno essere migliorate in vista della graduale chiusura dei centri, i quali potranno essere riconvertiti in strutture gestite dall’ONU o dall’IOM.

Il secondo obiettivo è l’attivazione di corridoi umanitari, coinvolgendo anche altri Stati membri dell’UE. L’esistenza dei corridoi potrà essere promossa anche in altri Paesi dei migranti, per svolgere un’azione preventiva direttamente nei Paesi di origine.

In terzo luogo, occorrerà rafforzare la sorveglianza dei confini meridionali della Libia. Ciò potrà essere svolto co0n la collaborazione dell’IOM.

Infine, Lamorgese ha annunciato di voler siglare un nuovo piano di assistenza e sostegno delle municipalità libiche, al fine di fornire apparecchiature mediche, farmaci, materiale per scuole e per ospedali.

È con tali premesse, ha dichiarato Lamorgese, che lo scorso 1 novembre l’Ambasciata italiana a Tripoli ha richiesto la convocazione della commissione italo-libica.

La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a raggiungere una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Khalifa Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Al Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. Il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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