La Spagna verso il voto: il governo non prevede incidenti in Catalogna

Pubblicato il 8 novembre 2019 alle 10:38 in Europa Spagna

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I servizi di informazione della Polizia nazionale e della Guardia civil hanno comunicato al Ministero dell’Interno di Madrid quello che considerano lo “scenario più probabile” per sabato e domenica prossimi in Catalogna. Per il  giorno di riflessione, sabato 9 novembre, gli analisti delle forze dell’ordine si aspettano  “occupazioni di strade, spazi pubblici, parchi vicini o molto vicini ai seggi elettorali, simulazioni di voto” – riferisce il quotidiano barcellonese El Periódico che ha avuto accesso a fonti delle forze di sicurezza.

“Sabato ci saranno molte persone per strada, ma per ora non ci sono appelli alla violenza, o almeno non ne abbiamo rilevati” – aggiungono. In tal senso, ricorda che lo Tsunami Democràtic ha fatto appello a mobilitarsi pacificamente fino alle dieci di sera del giorno di riflessione. “Faranno qualcosa e faranno in modo che abbia molta risonanza” – concludono. L’intenzione è di emulare in quantità e atmosfera festiva gli accampamenti e le manifestazioni del 15 maggio del 2011 a Madrid e Barcellona, quando nacque il movimento degli “indignados”. Una  marcia in bicicletta che si concluderà alle porte della prigione di Lledoners, in cui diversi leader indipendentisti condannati dalla Corte Suprema stanno scontando una pena, potrebbe essere uno dei focolai di tensione.

Lo strumento principale per le mobilitazioni, la app Tsunami Democràtic, non è ancora completamente disponibile. Fonti dei servizi informativi affermano di aver ” testato e riscontrato problemi per 15 giorni”. Tuttavia, ammettono che lo Tsunami ha “forza e creatività” e può creare “una sorpresa”, alludendo a una spettacolare azione di protesta, anche fuori dalla Catalogna, anche se, secondo i dati delle forze dell’ordine, “potrebbe avere luogo dopo le elezioni”.

“Dietro lo Tsunami ci sono persone importanti, c’è molta strategia. E hanno il vento in poppa. Sono interessati al fatto che il giorno delle elezioni vada bene. Hanno fatto i loro calcoli politici e sanno che avranno buoni risultati, anche con la possibilità che  la Candidatura di Unità Proletaria riesca ad ottenere un proprio gruppo parlamentare al Congresso, crediamo che non rinunceranno a fare entrare questo cavallo di Troia così brutale a Madrid. Se domenica escono enormi immagini di indipendentisti che impediscono al voto di altri cittadini,  si sparerebbero ai piedi. Il loro discorso è sempre stato che cercano il voto popolare” – spiegano le fonti citate dal Periódico.

Per questo motivo, il Minitero dell’Interno si aspetta una giornata elettorale “di relativa normalità, con qualche tensione, ma senza grande violenza” soprattutto a Barcellona, “che è la vetrina internazionale” e nelle altre tre capitali catalane, Lleida, Girona e Tarragona. “Ciò che accade in alcuni villaggi è più difficile da prevedere” -sottolineano le forze di polizia.

In ogni caso, i rapporti che sono stati inviati al governo considerano  “improbabile” che sabato sera a domenica ci siano occupazioni di seggi elettorali  e che a molti cittadini sia impedito di votare. Essenziale a questo scopo sarà il ruolo della polizia catalana, i Mossos d’Esquadra, cui è affidato il grosso della sicurezza del giorno elettorale. 

Una vera preoccupazione per il governo è la battaglia virtuale. Da qui l’offensiva legale dell’ultima settimana. Fonti dei servizi di informazione della polizia e della guardia civile ammettono di avere  “chiari indicatori” che i simpatizzanti dell’indipendenza “cercheranno di hackerare il sistema di calcolo elettorale”.

“Hanno tecnici di alto livello, avvertono che sabotare il sistema elettorale può essere una sfida per loro e un successo con ripercussioni internazionali. Paralizzerebbero un conteggio elettorale e non ci sarebbero né incendi, né sangue, né feriti. Ciò genererebbe ammirazione per molte persone in tutto il mondo” – spiegano le font della polizia e della Guardia civil, che citano espressamente il gruppo Anonymous Catalonia , come uno dei potenziali hacker del sistema elettorale,  da solo o  “in sinergia” con lo Tsunami Democràtic. Madrid assicura, tuttavia, che lo Stato è “preparato e con gli scudi più attivi che mai”.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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