India effettua il test di un missile balistico a raggio intermedio

Pubblicato il 8 novembre 2019 alle 16:13 in Asia India

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L’Organizzazione per la Ricerca e lo Sviluppo della Difesa indiana (DRDO) testerà il lancio di un missile balistico a raggio intermedio da una piattaforma nell’India sud-orientale. 

Il DRDO effettuerà test del missile da una piattaforma subacquea al largo della costa di Vishakhapatnam venerdì 8 novembre. Durante il processo, il DRDO metterà alla prova i nuovi sistemi avanzati di tale tecnologia, secondo quanto riferito da una fonte governativa ai media indiani all’inizio di questa settimana. Il test era già in programma per ottobre, ma è stato posticipato.

Il missile utilizzato, il K-4, ha una portata massima stimata di 3.500 chilometri e può essere equipaggiato con un carico utile nucleare o convenzionale di 2.000 chilogrammi. I test di sviluppo del missile sono iniziati nel 2010. Un tentativo di test di volo era stato effettuato nel dicembre 2017, ma non era riuscito a causa di un guasto della batteria. Lo stesso missile è stato testato con successo in piena configurazione operativa dal primo sottomarino missilistico balistico a propulsione nucleare indiano,INS Arihant, ad aprile 2016. L’INS Arihant, può trasportare fino a 4 K4 o 12 K-15, missili balistici a corto raggio. Tre K-15 sono stati lanciati con successo dall’Arihant nell’agosto 2018. 

L’ultimo lancio fa parte di una serie di test che l’India sta portando avanti nel 2019. La Indian Air Force (IAF) ha condotto il test di due missili terra-terra da crociera supersonici BrahMos nell’Oceano Indiano orientale, il 21 e il 22 ottobre. Secondo quanto riportava il quotidiano The Diplomat, lo scopo di questi lanci era quello di convalidare la capacità dell’IAF di colpire obiettivi a una distanza di 300 chilometri con “precisione millimetrica”, secondo quanto ha affermato un funzionario indiano. “I missili sono stati lanciati dall’IAF a Trak Island, situata nel gruppo di isole Andaman Nicobar”, ha aggiunto il funzionario di Nuova Delhi. 

Alla fine di maggio, un’unità dell’esercito indiano del comando orientale ha effettuato simulazioni simili con una variante del missile BrahMos. Il test prevedeva un lancio dalla più settentrionale delle Isole Nicobar. Il BrahMos è un derivato del missile da crociera supersonico over-the-horizon P-800 Oniks, di fabbricazione russa, con una portata stimata tra 300 e 400 chilometri. Il missile, che prende il nome dal fiume Brahmaputra in India e dal fiume Moskva in Russia, è il prodotto di una joint venture tra la The Defence Research and Development Organisation (DRDO) dell’India e l’ufficio russo di progettazione di missili, NPO Mashinostroyeniya. L’India negli ultimi anni ha tentato progressivamente di nazionalizzare i vari componenti e sottosistemi del missile BrahMos, tra cui un nuovo cercatore e un ripetitore. 

I missili in questione sono missili terra-terra. La variante terra-superficie del missile è stata introdotta per la prima volta in servizio con l’esercito indiano nel 2007. La versione lanciata dal mare è stata anche utilizzata dalla Marina indiana a partire dal 2014, mentre la variante lanciata dall’aria dovrebbe diventare operativa con l’IAF entro la fine di quest’anno. Per accelerare la produzione di missili BrahMos per l’esercito indiano, l’appaltatore della difesa indiano e il produttore di missili Larsen & Toubro hanno aperto una linea di produzione di supporto a Vadodara, nello stato occidentale del Gujarat nel 2018. La DRDO sta lavorando su una variante a raggio esteso del BrahMos presumibilmente in grado di colpire obiettivi a distanze fino a 800 chilometri.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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