Hong Kong: muore uno studente ferito durante le proteste

Pubblicato il 8 novembre 2019 alle 13:51 in Asia Hong Kong

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Uno studente universitario di Hong Kong che è caduto durante una protesta è morto la mattina di venerdì 8 novembre. Nello shock, i manifestanti annunciano una nuova ondata di eventi per il weekend. 

Il sindacato degli studenti dell’Università di Scienza e Tecnologia di Hong Kong ha affermato che il ragazzo deceduto aveva 22 anni, veniva chiamato Chow e aveva conseguito una laurea di due anni nel dipartimento di informatica. In alcuni rapporti, è stato identificato come Alex Chow e Chow Tsz-lok. Il South China Morning Post ha riferito che il giovane è morto di arresto cardiaco dopo essere entrato in coma. Il caso di Chow è stato accolto dal movimento di protesta, che ha organizzato veglie in suo onore in tutta la città.

Si ipotizza che lo studente sia caduto nelle prime ore di lunedì 4 novembre, durante una manifestazione, mentre la polizia stava cercando di disperdere i partecipanti. Chow è stato ritrovato privo di sensi in una pozza di sangue all’interno di un parcheggio in cui la polizia aveva sparato gas lacrimogeni dopo che i manifestanti avevano lanciato oggetti contro l’edificio. I manifestanti hanno affermato che la presenza di gas nell’aria ha ritardato l’arrivo dei servizi medici di emergenza per la vittima. I funzionari di polizia hanno confermato che il gas lacrimogeno era stato usato per disperdere i manifestanti vicino al parcheggio, ma affermano che c’era solo una piccola quantità di gas nell’aria quando i soccorritori avevano trovato Chow. Le mobilitazioni ad Hong Kong sono iniziate il 31 marzo e, dopo pochi mesi, si sono trasformate in una sfida contro il governo della città e contro l’influenza di Pechino. 

La situazione è abbastanza tesa nella città semi-autonoma e caratterizzata da violenze. La Cina ha condannato i manifestanti, definendoli “mafiosi”, dopo che un legislatore filo-cinese dell’amministrazione di Hong Kong è stato assalito con un coltello. Il 6 novembre, un uomo armato si è avvicinato al legislatore, Junius Ho, mentre questo era impegnato nella campagna elettorale nel suo collegio, che si trova vicino al confine con la Cina. L’attacco è stato “non solo un grave atto criminale, ma anche una pura violenza elettorale”, ha dichiarato Xu Luying, portavoce dell’ufficio per gli Affari di Hong Kong e Macao del governo centrale cinese. Xu ha affermato che i manifestanti di Hong Kong intendono creare una situazione insostenibile “minacciando e intimidendo i loro candidati e i loro sostenitori”, al fine di “influenzare i risultati elettorali dei consigli distrettuali e realizzare il loro scopo di prendere il potere politico”.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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