Brasile-Argentina: aumenta la tensione tra Bolsonaro e Fernández

Pubblicato il 8 novembre 2019 alle 10:16 in Argentina Brasile

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Le continue manifestazioni di reciproca antipatia tra il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, e il presidente eletto dell’Argentina, Alberto Fernández non accennano a diminuire di tensione, il che, secondo gli analisti, lascia presagire gravi ripercussioni economiche per entrambi i paesi e una possibile frattura del Mercosur.

“Per la prima volta in 17 anni di storia del Mercosur, il presidente del Brasile non sarà presente alla cerimonia di insediamento del nuovo presidente dell’Argentina il 10 dicembre, un elemento estremamente negativo nelle relazioni tra i due paesi e in particolare per l’Argentina” – spiega l’analista argentino Jorge Castro, che sottolinea come Brasilia è il primo partner commerciale di Buenos Aires e per esemplificare il peso dell’economia del gigante sudamericano su quella del vicino meridionale ricorda un adagio popolare che recita “se il Brasile ha la tosse, l’Argentina prende la polmonite”.

Jair Bolsonaro, presidente del Brasile e referente della destra radicale, ha respinto l’invito diplomatico all’insediamento di Fernández dopo una escalation di insulti reciproci. Bolsonaro ha affermato gli argentini hanno votato “male” alle elezioni del 27 ottobre e ha chiarito che non si sarebbe congratulato con il suo futuro omologo, il peronista Alberto Fernández, presidente eletto dell’Argentina. “Razzista, misogino e violento” – così Fernández ha definito Bolsonaro dopo che questi aveva chiamato “banditi di sinistra” i peronisti dopo le primarie di agosto che lasciavano presagire il ritorno al potere nel paese australe della forza politica che fa capo alla ex-presidente Cristina Kirchner.

“Bolsonaro ha convocato una riunione del Mercosur per il 5 dicembre, cinque giorni prima dell’insediamento di Fernández. Lì comunicherà agli altri membri la decisione già presa per ridurre i dazi di importazione comuni applicati a paesi terzi, dal 13,5% al 6%, entro quattro anni” – spiega ancora Castro. Bolsonaro è ad oggi presidente di turno del Mercato comune del Sud, che riunisce Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay.

Su richiesta del presidente americano Donald Trump, inoltre, il Brasile ha anche confermato che lancerà una quota di 750.000 tonnellate di grano per l’importazione da fuori dal Mercosur senza i dazi del 10% attualmente applicato al grano di paesi che non fanno parte del blocco. La mossa rappresenta un duro colpo per Buenos Aires, oggi l’Argentina copre gran parte delle esigenze brasiliane di quel prodotto, soprattutto perché è protetto da questi tassi.

Bolsonaro e il suo Ministro dell’Economia, Paulo Guedes, avevano già avvertito lo scorso agosto che se l’Argentina avesse offerto resistenza all’allentamento degli accordi commerciali del Mercosur con paesi e organizzazioni terze, tra cui l’Unione Europea, sarebbe stata discussa la continuità del blocco, una rottura che avrebbe causato gravi conseguenze economiche in considerazione dello stretto legame esistente a tutti i livelli tra i quattro paesi membri.

Lo scambio commerciale tra Brasile e Argentina è stato di 27 miliardi di dollari nel 2018. La dipendenza dell’Argentina è molto maggiore: il Brasile è la seconda destinazione delle sue esportazioni, oltre ad essere il suo principale cliente estero delle industrie argentone ed è globalmente il primo partner commerciale di Buenos Aires. La grave crisi economica che attraversa il paese australe aumenta la dipendenza delle industrie argentine dal commercio con l’estero, e con il Brasile in particolare. 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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