Algeria: atteso un nuovo venerdì di proteste

Pubblicato il 8 novembre 2019 alle 10:57 in Africa Algeria

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Un nuovo venerdì di proteste è atteso in Algeria per l’8 novembre, su invito del movimento civile che esorta la popolazione a scendere in piazza per protestare contro la classe politica al potere e le elezioni previste per il 12 dicembre prossimo.

Si prevede che le strade del Paese saranno nuovamente caratterizzate, per la 38esima settimana consecutiva, da una mobilitazione senza precedenti. Nel frattempo, l’autorità nazionale elettorale indipendente sta cercando di organizzare dibattiti televisivi tra i 5 candidati che dovrebbero contendersi la presidenza dell’Algeria. Secondo quanto affermato dalla Commissione elettorale, la campagna sarà regolata da un codice etico relativo alla pratica elettorale, firmato sia dai mezzi di informazione sia dai candidati stessi, volto a garantire pari opportunità nella diffusione mediatica dei diversi concorrenti.

In tale quadro, il capo di Stato maggiore, il generale Ahmad Gaid Salah, ha affermato, giovedì 7 novembre, che l’esercito continua ad adempiere alle proprie “mansioni costituzionali”. Tuttavia, a detta del generale, vi sono dei gruppi avversari che cercano di sovvertire il suo ruolo, preposto a garantire le elezioni future. In particolare, si starebbe provando a fuorviare l’opinione pubblica, a danno della relazione instaurata tra le forze armate e il popolo algerino, attraverso slogan che incoraggiano la creazione di uno Stato civile e non militare.

Anche il 1° novembre scorso, in coincidenza con l’anniversario della rivoluzione del 1954, che pose fine alla colonizzazione francese, migliaia di algerini sono scesi in piazza nel centro di Algeri, esprimendo il proprio rifiuto verso le elezioni presidenziali e chiedendo le dimissioni dei politici legati al vecchio governo.

Sono circa otto mesi che l’Algeria è caratterizzata da un’atmosfera di mobilitazione politica e protesta. In particolare, la serie di moti popolari ha avuto inizio lo scorso 22 febbraio. Le richieste degli algerini includono soprattutto le dimissioni di tutte le personalità politiche legate all’ex presidente e il rinnovo dell’élite politica al potere. Dopo le prime 6 settimane, il 2 aprile, il presidente in carica, Abdelaziz Bouteflika, si è dimesso, mettendo fine a circa 20 anni di potere. Tuttavia, anche in seguito alla caduta dell’ex capo di Stato, le proteste sono continuate e i manifestanti si riuniscono regolarmente nelle piazze per contestare la presa di potere da parte delle forze armate, capeggiate da Ahmed Gaid Salah, generale dell’esercito ritenuto vicino a Bouteflika.

L’indizione di elezioni presidenziali è stata motivo di scontento popolare, in quanto i movimenti di mobilitazione e di opposizione, tra cui l’alleanza di “Alternativa Democratica”, considerano tale mossa un tentativo di imporre un sistema ed un potere simile al precedente. Si pensa altresì che ciò potrebbe portare nuovamente a fenomeni di favoritismo in campo politico, vista l’assenza di garanzie convincenti, e all’ascesa di personalità legate ancora all’entourage dell’ex presidente.

Il generale Salah spinge da tempo per nuove elezioni, dichiarando che il voto immediato è l’unico modo per far uscire l’Algeria da questa situazione di stallo. Il capo di Stato ad interim, Abdelkader Bensalah, ha affermato che le elezioni rappresenteranno un’opportunità unica e consentiranno di riguadagnare la fiducia del Paese, oltre a costituire una porta per il popolo algerino verso una nuova fase promettente, che sarà segnata da una nuova realtà in cui poter praticare la vera democrazia. “Le condizioni ci impongono elezioni anticipate, l’unica soluzione democratica ed efficace che consentirà al nostro Paese di superare la situazione attuale” sono state le parole di Bensalah, secondo cui votare costituisce non solo una necessità ma anche un requisito fondamentale per intraprendere un percorso verso la ripresa politica ed istituzionale del Paese e far fronte alle principali sfide economiche, sociali e di sicurezza.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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