L’Uruguay verso il ballottaggio: Lacalle in testa

Pubblicato il 7 novembre 2019 alle 14:46 in America Latina Uruguay

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Il leader del Partito Nazionale di centro-destra Luis Lacalle Pou è in testa secondo i primi sondaggi pubblicati in vista del ballottaggio del prossimo 24 novembre che deciderà il prossimo presidente dell’Uruguay. Lacalle Pou è accreditato del 47% dei voti, contro il 42% di Daniel Martínez, esponente del Frente Amplio, la coalizione di sinistra al governo a Montevideo sin dal 2015.

La Alianza Opositora, nata dopo il primo turno dall’accordo tra il Partito Nazionale di Lacalle, i liberal-conservatori del Partido Colorado e la destra radicale di Cabildo Abierto, sembra dunque funzionare nell’agglutinare i voti della destra uruguayana attorno a Lacalle, che al primo turno aveva conquistato poco meno del 29% dei voti. Martínez, che lo scorso 27 ottobre era arrivato in testa con il 39%, ha convinto appena il 3% degli elettori dei candidati eliminati, secondo gli istituti demoscopici.

La differenza a favore del candidato del Partito Nazionale è maggiore all’interno del Paese, dove il 52% si dice pronto a votarlo contro il 37% a favore del candidato governativo, al contrario Martínez vincerebbe a Montevideo con il 48% contro il 41% di Lacalle. Ciò spiega l’intenso lavoro svolto dalle diverse componenti del Frente Amplio nei dipartimenti dell’interno per cercare di recuperare lo svantaggio nelle prossime settimane di campagna elettorale.

Con questi dati a Lacalle basta convincere poco più di un terzo degli indecisi (l’11% degli intervistati) per diventare il nuovo presidente dell’Uruguay. I sondaggisti sottolineano, inoltre, che la maggior parte degli indecisi sono elettori delle altre forze di destra. O elettori di Cabildo Abierto che considerano Lacalle troppo legato all’establishment (il padre era stato presidente tra il 1995 e il 2000), oppure elettori del Partido Colorado non convinti dell’alleanza con Cabildo Abierto, le cui posizioni sono troppo radicali per l’ala più liberale del partito che ha guidato il Paese nella transizione dalla dittatura militare alla democrazia durante il primo mandato di Julio María Sanguinetti (1985-90).

Al primo turno le forze di centro-destra e destra, divise fra quattro candidati, avevano superato il 53% dei voti, il Frente Amplio il 39%, mentre il resto dei voti era andato diviso tra diverse formazioni minori, di cui la principale, il Partito Ambientalista Radicale Intransigente aveva ottenuto l’1,4%.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

 

di Redazione

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