La Commissione Interamericana per i Diritti Umani chiede all’Ecuador di indagare su violazioni durante le proteste

Pubblicato il 7 novembre 2019 alle 10:38 in America Latina Ecuador

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La Commissione interamericana per i diritti umani (CIDH) ha invitato lo Stato ecuadoriano a indagare sia sulle violazioni dei diritti umani sia sui crimini commessi durante le proteste che hanno avuto luogo all’inizio di ottobre contro l’eliminazione di sussidi per il carburante e altre misure economiche decise dall’esecutivo.

“La Commissione invita lo Stato a indagare, in modo imparziale, esauriente e rapido, sia le violazioni dei diritti umani sia i crimini commessi in tale contesto, nonché a giudicare e punire i responsabili” – ha dichiarato la CIDH in un comunicato stampa rilasciato a Washington al ritorno dalla missione in Ecuador.

La commissione ha aggiunto di aver ricevuto con preoccupazione le accuse di violazioni dei diritti umani commesse nel quadro delle proteste, le irregolarità nella presentazione di denunce e le azioni a tutela delle garanzie costituzionali.

L’istituzione interamericana ha inoltre affermato di essere preoccupata per le denunce di mancanza di informazioni da parte di familiari di persone detenute e decedute, per l’impedimento della fornitura di servizi medici negli ospedali pubblici, per l’ostilità e i presunti atti di aggressione contro difensori dei diritti umani, giornalisti e lavoratori di diversi media della comunicazione privata, comunitaria e digitale, nonché per l’uso arbitrario del sistema penale contro i manifestanti, i leader sociali e l’opposizione.

La CIDH ha aggiunto che ha anche ricevuto informazioni su vari tipi di effetti da azioni violente da parte dei manifestanti contro agenti statali che potrebbero costituire reato. Tra queste azioni ha menzionato il lancio di armi fatte in casa e bombe incendiarie, il rapimento di oltre 400 membri della forza pubblica, molti dei quali hanno subito abusi; danni economici e materiali subiti dallo Stato e da alcuni settori produttivi del paese, dai media, dai quartieri generali della polizia e da una base militare, a seguito dell’azione violenta di gruppi che hanno distrutto beni pubblici come le ambulanze, nonché azioni di vandalismo di saccheggio e incendi deliberati che hanno generato situazioni di caos in tutto il paese.

Nella dichiarazione, la Commissione  ha descritto come gravi “gli episodi di molestie subiti dalla delegazione durante la sua visita al carcere di Latacunga, da parte degli agenti di sicurezza di quello stabilimento, che ha proibito alla delegazione di scattare immagini e video e le ha impedito di svolgere il suo lavoro”.

La CIDH è arrivata in Ecuador invitata dal governo ecuadoriano, ha completato la sua missione di osservazione sulla situazione dei diritti umani durante le proteste sociali che hanno scosso il paese tra il 3 e il 13 ottobre.

La missione della Commissione Interamericana dei Diritti Umani ha visitato Quito, Cuenca, Guayaquil e Latacunga dove ha ispezionato strutture pubbliche e private e centri di detenzione. Ha tenuto riunioni con le autorità dei tre poteri dello Stato, movimenti indigenisti, organizzazioni degli autotrasportatori, uomini d’affari, associazioni del settore privato, rappresentanti di università e ospedali, giornalisti, rappresentanti delle forze pubbliche, privati e organizzazioni di vari settori della società.  Durante la sua visita in Ecuador, la missione CIDH ha intervistato 439 persone e registrato 380 testimonianze, la maggior parte delle quali fornite da persone che dichiarano di essere vittime di violazioni dei diritti umani.

Secondo le informazioni del Difensore civico dell’Ecuador, durante le proteste sono morte 11 persone, 1.340 sono rimaste ferite e 1.192 sono state arrestate, di queste circa l’80% è stato rilasciato. Il governo assicura invece che 9 persone avrebbero perso la vita in incidenti legati ai disordini, di cui due casi sono indagati come morti violente.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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