Indagini per l’impeachment: le rivelazioni del diplomatico USA in Ucraina

Pubblicato il 7 novembre 2019 alle 14:30 in USA e Canada Ucraina

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Un testimone chiave ha rivelato al Congresso di aver “compreso chiaramente” che gli aiuti militari all’Ucraina erano stati congelati in attesa di un impegno di Kiev a indagare sul rivale politico del presidente Donald Trump.

William Taylor, un autorevole diplomatico statunitense in Ucraina, ha riferito agli investigatori della Commissione d’Indagine per l’Impeachment di aver capito che il supporto militare e le buone relazioni con gli Stati Uniti erano state subordinate all’impegno di Kiev nelle indagini su Joe Biden e sulle elezioni del 2016. “Lo avevo compreso chiaramente, i soldi dell’assistenza alla sicurezza non sarebbero arrivati fino a quando il presidente non si fosse impegnato a proseguire le ricerche”, ha affermato Taylor. I membri della Commissione d’Indagine gli hanno poi chiesto se fosse consapevole che l’espressione da lui utilizzata, “quid pro quo”, significava “una cosa in cambio di un’altra”. “Ne sono consapevole”, ha risposto il diplomatico. 

La Casa dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha reso pubbliche tali dichiarazioni a seguito dalla nuova fase delle indagini. Da questo momento, le commissioni che sono a capo dell’indagine, una d’intelligence e una giudiziaria, chiameranno a testimoniare alcuni individui chiave in sedute che sono aperte al pubblico e possono essere trasmesse in televisione. Tale fase è particolarmente importante perchè rappresenta un passo verso la votazione per la messa in stato d’accusa del presidente. Dopo le audizioni pubbliche, che inizieranno tra due settimane verrà formulata una vera e propria risoluzione di impeachment, i cui articoli saranno votati dalla Camera. Se il voto sarà favorevole, Trump subirà un simile processo anche al Senato, che gode di un particolare tipo di controllo sul presidente USA. Il voto per la messa in stato d’accusa alla Camera potrebbe arrivare entro la fine del 2019, ma  per l’eventuale processo in Senato sarà necessario attendere il 2020, anno in cui sono previste le elezioni presidenziali. 

La prossima settimana sono previste questo tipo di audizioni con funzionari del Dipartimento di Stato che hanno testimoniato riguardo alle loro preoccupazioni per le relazioni di Trump con l’Ucraina. Adam Schiff, presidente del Comitato per i servizi segreti della Camera, che sta conducendo le indagini sull’impeachment, ha dichiarato che il comitato ascolterà sia Taylor, sia il funzionario del dipartimento della carriera George Kent, sia l’ex ambasciatore degli Stati Uniti in Ucraina, Marie Yovanovitch. Tutti e tre avevano già testimoniato a porte chiuse nella prima fase dell’indagine.

Il caso per l’impeachment contro Trump parte da una presunta richiesta, fatta dal presidente USA al suo omologo ucraino, Volodymyr Zelensky, di raccogliere informazioni sul figlio del rivale politico, Joe Biden, al fine di screditarlo in vista delle elezioni presidenziali del 2020. Tale richiesta sarebbe stata avanzata durante un colloquio telefonico, avvenuto il 25 luglio 2019, tra i due presidenti. Inoltre, nel mese di agosto, un primo agente dell’intelligence USA, aveva già denunciato tale abuso da parte del presidente statunitense. Una versione non classificata di tale denuncia è stata resa pubblica il 26 settembre e riferisce che nella telefonata tra i due uomini di Stato, Trump avrebbe avanzato richieste che esulano dai propri doveri e poteri. 

Secondo quanto ricostruito dal Washington Post, Hunter Biden è stato per 5 anni nel consiglio di amministrazione di Burisma, un’azienda ucraina che opera nel settore del gas naturale. Il proprietario di Burisma era stato posto sotto processo dai magistrati ucraini con le accuse di abuso di potere e arricchimento illecito. Nel corso del procedimento, non era emersa alcuna prova contro il figlio di Biden, ma le indagini contro il proprietario della Burisma procedevano lentamente. Per tale ragione, Joe Biden aveva cercato di rimuovere dall’incarico il procuratore capo ucraino, accusato dai funzionari occidentali di non indagare a sufficienza sui casi di corruzione. Trump ha ammesso di aver citato Biden durante la telefonata, ma nega le accuse riguardo alle pressioni sul presidente ucraino per indagare sul figlio dell’ex vice-presidente. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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