Germania propone “il trio della Difesa”

Pubblicato il 7 novembre 2019 alle 19:57 in Europa Germania

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Il ministro della Difesa tedesco, Annegret Kramp-Karrenbauer, ha dichiarato di voler formalizzare il “trio della sicurezza europea”, noto anche come E3, composto da Germania, Francia e Inghilterra.

La proposta, ripresa da Reuters, fa riferimento al gruppo delle principali potenze dell’Europa occidentale che hanno collaborato sul dossier Iran. Parigi, Londra e Berlino, ha dichiarato il ministro tedesco, dovrebbero formalizzare tale meccanismo di cooperazione dopo l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, al momento in fase di flextension fino al 31 gennaio 2020.

Dopo la Brexit, ha dichiarato Kramp-Karrenbauer, l’intesa tra Regno Unito, Francia e Germania dovrebbe continuare, ad esempio creando un ulteriore forum sulla sicurezza che sia parallelo all’Unione Europea e alla NATO. Il primo incontro, riporta Reuters, potrebbe già tenersi entro la fine dell’anno.

A prescindere dalla Brexit, secondo quanto dichiarato dal ministro tedesco, il Regno Unito rimarrà in ogni caso all’interno dell’architettura della sicurezza della Germania. È in tale contesto, riferisce Reuters, che va intesa la proposta di Kramp-Karrenbauer.

Annegret Kramp-Karrenbauer è la leader del partito conservatore della cancelliera tedesca, Angela Merkel, di cui l’attuale ministro della Difesa è vista come potenziale successore.

Mentre il ministro della Difesa rilasciava tali dichiarazioni, la cancelliera della Germania incontrava il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, il quale ha dichiarato di ritenere che Berlino non debba dimenticarsi del ruolo che Washington ha avuto nella sua riunificazione con l’Europa al termine della Seconda guerra mondiale.

Per questa ragione, secondo quanto dichiarato da Stoltenberg, ogni tentativo di distaccare gli alleati europei da Washington scaturirà nell’indebolimento della NATO e dell’Europa stessa, la quale potrebbe dividersi. L’Unione Europea, inoltre, ha sottolineato Stoltenberg, non può essere concepita quale alternativa agli Stati Uniti, la potenza militare più forte al mondo.

Le parole di Stoltenberg giungono anche in un momento in cui le tensioni tra Berlino e Washington sono cresciute per via delle accuse mosse da Trump lo scorso luglio, quando il presidente americano aveva dichiarato di considerare Berlino un “ostaggio” della Russia, da cui la Germania ottiene le risorse energetiche.

Parallelamente, inoltre, lo scorso 6 settembre la cancelliera tedesca aveva avuto modo di manifestare l’apertura della Germania alla Cina, dove Merkel si era recata in visita di Stato ufficiale. In tale occasione, la cancelliera aveva rivelato all’omologo cinese che Berlino era pronta e disponibile a ricevere investimenti cinesi, sebbene gli investimenti in settori strategici e infrastrutture critiche debbano essere soggetti a controlli di sicurezza da parte delle autorità tedesche. In tale ottica, le nuove linee guida sull’affidamento dell’appalto della rete del 5G sostenevano che nessuna azienda sarà esclusa dalla gara, attirando le critiche di numerosi attori politici.

Tra i principali critici, il governo americano ha più volte chiesto agli esecutivi europei di escludere Huawei dai fornitori delle proprie reti 5G, allertando in merito al probabile utilizzo da parte della Cina della tecnologia dell’azienda, o dei dati in suo possesso, per condurre attività di spionaggio o sabotaggio cibernetico. La Huawei Technologies Co Ltd è il colosso cinese delle telecomunicazioni, ripetutamente accusata dagli Stati Uniti di spiare i propri utenti per conto del governo cinese, oltre che di aver violato le sanzioni contro l’Iran e di aver rubato la proprietà intellettuale degli Stati Uniti. Da parte sua, l’azienda ha smentito le accuse.

A tale riguardo, Stoltenberg ha richiesto, in occasione del vertice con Merkel del 7 novembre, che Europa e Stati Uniti lavorino insieme per rispondere alla crescita delle dotazioni militari della Cina, soprattutto in riferimento alla crescita che Pechino ha visto nella marina e nella quantità di missili in suo possesso.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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