Colombia: si dimette il ministro della Difesa

Pubblicato il 7 novembre 2019 alle 10:18 in America Latina Colombia

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Il ministro della difesa della Colombia, Guillermo Botero, ha presentato le sue dimissioni mercoledì 6 novembre, prima della prevedibile approvazione di una mozione di sfiducia nei suoi confronti da parte del Senato di Bogotà. Le dimissioni sono note il giorno dopo che l’opposizione al governo di Iván Duque lo ha accusato di aver “precipitato nuovamente il paese nell’incubo dell esecuzioni extragiudiziali” e di aver nascosto la morte di otto minori in un bombardamento contro gruppi dissidenti della ex-guerriglia delle FARC lo scorso agosto.

“È mio dovere come ministro della Difesa avere una lettura adeguata della situazione politica, quindi ho deciso di presentare le dimissioni” – ha dichiarato Botero mercoledì sera (le prime ore di giovedì 7 in Italia) in una dichiarazione, dopo aver incontrato il presidente Duque e aver concordato che si trattava dell’uscita più conveniente. “Vi informo che ho accettato le dimissioni” – ha scritto poco dopo il presidente su Twitter. Il presidente ha aggiunto che ha nominato il generale Luis Fernando Navarro, attuale comandante delle forze militari, ministro della Difesa in sostituzione del dimissionario Botero. “Il nostro impegno è quello di continuare a garantire la sicurezza dei colombiani e combattere qualsiasi attività criminale” – ha affermato il capo dello stato.

Le dimissioni, nel mezzo di una grave crisi di sicurezza a causa dell’ondata di omicidi nel dipartimento di Cauca, rappresentano un trionfo per l’opposizione, che aveva ripetutamente chiesto il licenziamento di Botero, costantemente oggetto da polemiche nonostante l’appoggio della cupola militare. Le sue dimissioni, le seconde nell’amministrazione Duque in poco più di un anno, approfondisce la crisi di popolarità dell’Esecutivo, indebolita dopo le elezioni locali del mese scorso in cui il Centro Democratico, il partito governativo, ha perso le principali città del paese.

Botero, rappresentante dei settori più vicini all’ex presidente Álvaro Uribe, era alla guida della Difesa da quando Duque ha assunto la presidenza 15 mesi fa. Tra le molte accuse alla sua gestione, spicca la polemica sui “falsi positivi”, esecuzioni extragiudiziali di civili presentate come “morti in combattimento”, con diversi casi ancora da chiarire in un paese che cerca di voltare pagina dopo più di mezzo secolo di scontro tra stato e guerriglie.

Martedì 5 novembre, i partiti dell’opposizione avevano interrogato il ministro durante il dibattito al Senato sulla seconda mozione di sfiducia contro di lui che doveva essere votata mercoledì prossimo. Il promotore dell’iniziativa legislativa, Roy Barreras, lo ha accusato di nascondere che c’erano sette minori, di età compresa tra 12 e 17 anni, tra i 14 uccisi in un bombardamento militare in una zona rurale del dipartimento di Caquetá. Mercoledì, la Procura ha portato a otto il numero di minori uccisi nell’attacco e ha affermato che ci sono ancora due corpi da identificare.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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