Balcani: Serbia e Cina siglano intesa sul digitale

Pubblicato il 7 novembre 2019 alle 18:49 in Cina Serbia

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Il governo della Serbia ha siglato un protocollo d’intesa con il colosso delle telecomunicazioni della Cina, Huawei, per sviluppare una piattaforma di intelligenza artificiale.

È quanto rivelato da Emerging Europe, il quale ha altresì reso noto che il progetto verrà finanziato con un prestito di 11.7 milioni di dollari fornito alla Serbia dall’Agenzia Cinese per lo sviluppo della cooperazione internazionale. Tali fondi consentiranno a Huawei di fornire l’infrastruttura cloud al Centro dati di Stato serbo Kragujevac. Tale centro è costato al governo serbo 30 milioni di euro e, sebbene ancora in costruzione, risulterà operativo intorno al luglio 2020.

L’annuncio, ripreso da Emerging Europe, giunge direttamente dal governo di Belgrado, il quale ha rivelato che la piattaforma di intelligenza artificiale consentirà lo sviluppo di servizi digitali allo stato dell’arte. Parallelamente, il direttore dell’ufficio del governo digitale della Serbia, Mihailo Jovanovic, ha rivelato, dopo la firma avvenuta con i vertici di Huawei a Shanghai, che il protocollo d’intesa abiliterà l’ulteriore crescita del Paese per quel che riguarda il settore dell’istruzione, della ricerca, dell’innovazione, della scienza e dell’economia.

La Huawei Technologies Co Ltd è il colosso cinese delle telecomunicazioni, ripetutamente accusata dagli Stati Uniti di spiare i propri utenti per conto del governo cinese, oltre che di aver violato le sanzioni contro l’Iran e di aver rubato la proprietà intellettuale degli Stati Uniti. Da parte sua, l’azienda ha smentito le accuse.

L’ultimo incontro tra Serbia e Cina si era tenuto lunedì 4 novembre, quando la premier della Serbia, Ana Brnabic, aveva incontrato il presidente della Cina, Xi Jinping, per discutere della cooperazione economica e politica tra i due Paesi. Tra i vari temi trattati nel corso dell’incontro, anche quello della cooperazione nello sviluppo di infrastrutture e nell’aumento di investimenti cinesi in Serbia, il cui ulteriore aumento, stando a quanto rivelato da Brnabic, rientra tra gli obiettivi della Serbia nell’immediato futuro.

L’avvicinamento della Cina alla regione balcanica preoccupa la regione e i suoi principali alleati, tra cui gli Stati Uniti e la stessa Unione Europea, i quali temono che potenze quali Russia e Cina possano proporsi quale alternativa a Bruxelles dopo che, lo scorso 18 ottobre, Parigi aveva bloccato l’allargamento dell’Unione Europea a Tirana e Skopje. Nello specifico, l’ingresso della Macedonia del Nord era stato votato positivamente da tutti gli Stati membri dell’UE, eccetto che della Francia, mentre l’ingresso dell’Albania era stato ostacolato da Francia, Danimarca e Paesi Bassi. Da parte sua, Parigi aveva dichiarato di ritenere che l’Europa stia già affrontando troppe sfide per consentire l’ingresso di due ulteriori Paesi dei Balcani, una regione ancora in via di recupero dopo le guerre degli anni Novanta e che ancora oggi combatte contro il crimine e la corruzione. In particolare, secondo Parigi, l’UE deve concentrarsi su quattro sfide: l’uscita del Regno Unito, la Cina, la Russia e il fenomeno migratorio.

In linea con le preoccupazioni degli Stati balcanici e dei loro alleati, lo scorso 25 ottobre la Serbia aveva annunciato di essere prossima alla firma di un accordo commerciale con l’Unione Economica Euroasiatica (EEU), la risposta russa all’Unione Europea.  È in tale contesto che si colloca anche l’ultimo annuncio da parte di Vucic in merito all’intenzione di acquistare diversi sistemi balistici Pantsyr-S e la decisione di Mosca e Belgrado di cooperare nel settore dell’intelligence. 

La possibilità che Cina e Russia si propongano quale alternativa all’Europa preoccupa la regione balcanica ed è in risposta a tali preoccupazioni che, nel suo ultimo discorso da Commissario per l’Allargamento dell’UE, Johannes Hahn ha tenuto a sottolineare, il 7 novembre, che i Balcani occidentali non sono “la periferia dell’Europa”, ma sono parte di essa.

In maniera simile, anche l’inviato speciale della Casa Bianca per i Balcani occidentali, Matthew Palmer, aveva dichiarato al capo di Stato della Serbia, Aleksandar Vucic, che gli Stati Uniti sostengono il futuro europeo dei Balcani occidentali e faranno tutto ciò che gli compete per convincere i leader europei a cambiare opinione entro maggio 2020, data del vertice di Zagabria al quale parteciperanno i premier degli Stati membri.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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