Tagikistan: attacco a valico di frontiera, 15 guerriglieri e 2 agenti uccisi

Pubblicato il 6 novembre 2019 alle 9:44 in Tajikistan Uzbekistan

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Le forze di sicurezza del Tagikistan hanno liquidato un gruppo di guerriglieri che nella notte tra martedì 5 e mercoledì 6 ottobre ha preso d’assalto un posto di dogana alla frontiera con l’Uzbekistan.

Le autorità del paese centroasiatico hanno reso noto nelle prime ore di mercoledì 6 ottobre che è stato neutralizzato un gruppo di venti guerriglieri che nel corso della notte aveva attaccato un valico di frontiera al confine tra Tagikistan e Uzbekistan. 

Secondo quanto riferito dal ministero dell’interno di Dushanbe, il gruppo era composto da venti persone che si sono impossessate di 5 fucili automatici e hanno aperto il fuoco contro il presidio controllato da unità della polizia di frontiera. Le forze dell’ordine tagike hanno risposto al fuoco, uccidendo 15 dei venti assaltatori e arrestando i restanti cinque.

Durante la sparatoria un agente della polizia doganale tagika e un soldato dell’esercito di stanza presso la frontiera, sono stati uccisi e altri sono stati feriti, ma c’è conferma ufficiale e di conseguenza non sono ancora stati resi noti i nomi dell’agente e del militare uccisi. 

Le autorità tagike hanno avviato un’inchiesta in cooperazione con il governo uzbeko per chiarire la dinamica dell’assalto e per individuare le motivazioni e l’ideologia dei guerriglieri. La stampa ipotizza che si possa trattare di gruppi di talebani infiltratisi dal vicino Afghanistan. Lo scorso 3 novembre i talebani hanno occupato alcuni villaggi del distretto afghano di Nusai, a pochi chilometri dalla frontiera tagika. 

“Siamo a conoscenza dell’incidente, stiamo attualmente studiando la situazione” – ha detto all’agenzia Ria Novosti un rappresentante delle guardie di frontiera dell’Uzbekistan, specificando che la parte uzbeka è in contatto con i colleghi tagiki.

La possibile infiltrazione di guerriglieri islamisti alla frontiera tra Afghanistan e Tagikistan è la principale minaccia alla sicurezza della regione, secondo le autorità dei paesi dell’Asia Centrale e quelle delle potenze che operano nella zona: Russia e Cina. La Russia e il Kazakistan compartecipano al controllo diretto della frontiera tagika, la Cina e l’Uzbekistan hanno offerto a Dushanbe mezzi e assistenza.

Tagikistan e Uzbekistan condividono una frontiera lunga oltre 1300 chilometri, di cui circa 250 Km non sono controllati sin dallo scioglimento dell’Unione Sovietica.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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